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«Aprire un gruppo di lavoro
per condividere idee
e far parte del processo di ricostruzione»

CAMERINO - Incontro organizzato dall'associazione "Io non crollo" per parlare di ripartenza
sabato 30 Marzo 2019 - Ore 21:35 - caricamento letture
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Il saluto di Claudio Cingolani, presidente di Io non crollo

 

di Monia Orazi

«Vogliamo aprire un gruppo di lavoro, in cui dare spazio alle idee dei cittadini ed alla loro partecipazione, è fondamentale l’informazione, per consentire loro di partecipare al processo della ricostruzione di Camerino». Con queste parole Claudio Cingolani, presidente dell’associazione “Io non crollo” ha tirato le conclusioni dell’incontro “Camerino, idee per la ripartenza”, organizzato oggi pomeriggio nella palestra della scuola elementare Salvo D’Acquisto, gremita di cittadini. A moderare l’incontro la giornalista Patrizia Senatore (Tg3): «Torno a Camerino dopo qualche mese e vedo una gru, speriamo sia di buon auspicio. La parola chiave per il futuro è visuale, l’essere comunità, l’impegnarsi tutti insieme, per denunciare quello che non va e partecipare alle scelte. Dieci anni dopo lo skyline dell’Aquila è pieno di gru, ma sono trascorsi appunto dieci anni».

Pamela Accaramboni, Giuliana Grifantini, Emanuele Tondi

La giornalista ha subito dato la parola a Giuliana Grifantini e Pamela Accaramboni del dipartimento di salute mentale dell’Area vasta 3: «Si riparte dal lavoro e dai servizi, poi verranno le case, su cui c’è grande sconforto, vanno coinvolti i cittadini. E’ sbagliato dire ripartenza, perchè di fatto nessuno si è mai fermato, le scuole ed i servizi ci sono. Ci manca la passeggiata in centro a Camerino, ma dobbiamo cercare nuovi modi per ritrovarci, ci si deve attivare non il singolo cittadino, ma la comunità insieme». Ha detto monsignor Sandro Corradini: «Dobbiamo guardare avanti, con lo sguardo verso le radici, quei nostri antenati che dopo i terremoti, facevano molto con pochissimi mezzi, rispetto quelli che abbiamo oggi». Lucia Ruggeri docente Unicam e la dottoranda Silvia Montecchiari hanno evidenziato la necessità di norme organiche, immediatamente operative dopo le calamità naturali e di predisporre una legge che accompagni alla ricostruzione, lo sviluppo economico. Emanuele Tondi, geologo, docente Unicam e sindaco di Camporotondo, ha spiegato come esistono due livelli di sicurezza, il primo che consente di non perdere vite umane ed il secondo che consente di non compromettere la fruibilità economica e sociale: «A Camerino questo secondo livello di sicurezza è mancato. Ci sarebbe voluto più coraggio nella ricostruzione dopo il 1997. Rispetto al ’97 è peggiorata la parte normativa, si ricostruisce con leggi ordinarie. Un tecnico se presenta un progetto e poi cambia la normativa, rischia di danneggiare il cliente. Le aziende devono anticipare gran parte della spesa per i lavori, questo mette in difficoltà soprattutto le più piccole. Attendiamo la modifica del decreto 189». L’ex soprintendente Maria Giannatiempo Lopez, ha annunciato che la mostra voluta dall’ex sindaco Dario Conti, “Tesori ritrovati” che doveva tenersi a Camerino, San Severino e San Ginesio, non si farà perchè uno degli enti proprietario dei quadri, non ha dato il consenso a prestare le opere, aggiungendo come le Soprintendenze non abbiano sufficienti fondi, personale e strutture per avere piena operatività.

 

Intervento di Maria Giannatiempo Lopez

Intervento di Silvia Montecchiari

Intervento di monsignor Sandro Corradini

Da sin: Patrizia Senatore, Lucia Ruggeri, Silvia Montecchiaria, Maria Giannatiempo Lopez, mons.Sandro Corradini, Pamela Accaramboni, Giuliana Grifantini, Emanuele Tondi



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