Scisma in Forza Italia,
i fuoriusciti fondano una lista:
nasce “Uniti nel centrodestra”
POLITICA - Presentata a Civitanova la nuova formazione che si presenterà ai prossimi appuntamenti elettorali. Ne fanno parte Deborah Pantana (presidente), Ottavio Brini, Massimo Mobili, Patrizia Gioia, Fabiola Bruzzesi, Federico Carducci e Piero Croia. « Vogliamo riconquistare l'elettorato moderato»

Da sinistra Deborah Pantana, Massimo Mobili, Fabiola Bruzzesi, Federico Carducci, Ottavio Brini, Patrizia Gioia e Piero Croia
Forza Italia perde pezzi, nasce “Uniti nel centrodestra”. «Sarà la voce dei moderati, un laboratorio per unire il centrodestra storico e tornare a vincere». L’Hotel Cosmopolitan di Civitanova ha tenuto a battesimo questa mattina la formazione di una nuova lista in provincia che raccoglie molti degli ex forzisti delusi dalla politica del partito di Berlusconi. E proprio da alcuni dei pilastri del vecchio centrodestra riparte il movimento di cui fanno parte Ottavio Brini (ex consigliere regionale), Deborah Pantana (consigliere comunale a Macerata), Massimo Mobili (ex sindaco di Civitanova), Patrizia Gioia, Fabiola Bruzzesi, Federico Carducci e il consigliere comunale di Civitanova Piero Croia. Vicini alla nuova formazione anche Sergio Marzetti e l’assessore civitanovese Ermanno Carassai. L’obiettivo è quello di giocare un ruolo da collante per il centrodestra (Lega e FdI su tutti) nei prossimi appuntamenti elettorali: dalle prossime amministrative, alle regionali del 2020, anno in cui anche Macerata sarà chiamata a scegliere il nuovo sindaco. Ad oggi sono 250 le adesioni. «L’obiettivo è arrivare a 500 – ha detto Deborah Pantana – abbiamo radunato 22 amministratori, ora vogliamo allargarci a livello regionale, stanno arrivando importanti adesioni da Ancona, Ascoli, Fermo e Pesaro. “Uniti nel centrodestra” con il nostro simbolo sarà presente ai prossimi appuntamenti elettorali». Tutti ex esponenti di Forza Italia che cercano di riportare alle urne i delusi della politica, i moderati, per ricostruire un centrodestra unito sul modello dell’Abruzzo. L’embrione del movimento è nato qualche mese fa e oggi ha visto la luce con un simbolo e uno slogan: “Le Marche che cambiano”. Presidente della lista è Deborah Pantana, Ottavio Brini è responsabile degli enti locali. «E’ un movimento che nasce dopo le elezioni provinciali – continua la Pantana – un’esperienza positiva. Vogliamo riconquistare l’elettorato moderato di centrodestra che non trova riferimento nel territorio, fedeli agli alleati maggiori che per noi sono Lega e Fratelli d’Italia. Siamo partiti da Civitanova perché da Marinelli a Mobili è stata un esempio di buona amministrazione di centrodestra». «Verso Forza Italia c’è una contestazione di merito e di metodo – aggiunge Ottavio Brini – le decisioni calate dall’alto non vanno bene, i percorsi devono essere condivisi dalla base e discussi con i territori, altrimenti si rischia di fare scelte che mandano in crisi il nostro elettorato. Siamo pronti ad aprire un tavolo con tutti». Ritorna alla politica attiva anche l’ex sindaco Massimo Mobili che dopo il suo mandato, dal 2012, è rimasto nelle retrovie della politica. «Non sarò presente in prima persona, ma ci sono – ha riferito – credo che i moderati debbano tornare ad avere voce, lontani dagli estremismi. Ad esempio non mi è piaciuto come Forza Italia locale ha affrontato le polemiche su Fausto Troiani, forse a volte a rimanere in silenzio si fa più bella figura».
Certo che proporsi come collante per unire il centrodestra e al tempo costituire un nuovo movimento che spacca ulteriormente Forza Italia appare essere una bella contraddizione in termini.
Per quanto riguarda Macerata, sembrano le prove generali dell’ulteriore frantumazione destinata a favorire solo il centrosinistra (boccheggiante dopo i due mandati caranciniani), come puntualmente avviene ad ogni tornata amministrativa.
Fanno bene a formare un altra lista in questo caso. Naturalmente parlo dei civitanovesi Mobili, Croia, Marzetti e collaboratori. Stanno in maggioranza al consiglio comunale quindi significa che in qualche maniera avranno collaborato anche loro alla”ascesa ” del Ciarapica e dato che non solo non contano niente ma da quest’ultimo non vengono né interpellati, né considerati, probabilmente neanche visti e forse giudicati note stonate e fastidiose, giustamente fanno un’altra lista.
visto le esternazioni del sommo capo non può che esserci un fuggi fuggi generale, ma non credo che un nuovo partito passa raccogliere più di tanto.
Qualcuno ha pena della sinistra. Stanno trovando il modo di aiutarli nel ricrescere.
Così si distrugge quel poco, pochissimo che rimane di Forza Italia.
La grandezza di una fetta di torta è inversamente proporzionale al numero delle fette, allora più sono le formazioni di centro-destra minore è il numero degli elettori di ogni formazione. Si arriva al paradosso che nessuna formazione supera la soglia per avere seggi al Parlamento.
Nelle spaccature a destra c’è una strategia chiara che non attiene a personalismi.Ciò dovrebbe ridar fiato al bipolarismo.Ma in proposito vedo attardato l’altro fronte,fortemente frantumato.
A parte il preciso commento dell’avvocato Bommarito, la mia idea, è che, più di nuovo collante per unire il centrodestra, si cerchi di tentare di trovare una nuova etichetta, per quello già esistente, i cui componenti sono in scadenza -o scaduti da tempo-, per cercare di rimanere attaccati ancora a qualche poltrona.
…scisma, si..scismografo!! “Uniti nel centrodestra” e fanno uno scisma!! Sarà che di politica non me ne intendo (!!), ma a me pare proprio uno grossa…be’..fate Voi!! gv