Rischio emergenza idrica:
con l’acqua si tira la cinghia
TOLENTINO - Il sindaco Mauro Sclavi ha firmato un'ordinanza valida fino al 31 dicembre. Vietato lavare l'auto a casa e innaffiare giardini e orti (salvo la notte). Multe fino a 500 euro

Mauro Sclavi
Possibili emergenze idriche in vista, il sindaco di Tolentino Mauro Sclavi ha disposto il divieto di lavare veicoli a motore, cortili e innaffiare giardini e orti con acqua potabile.
Un’ordinanza richiesta dal direttore di Assm Sandro Meschini. L’ordinanza è valida fino al 31 dicembre e intima a tutti i residenti un uso estremamente accorto dell’acqua distribuita dall’acquedotto pubblico, di limitarne l’impiego a soli usi alimentare e igienico escludendo ogni altro uso consentito ma non strettamente necessario.
Inoltre il dispositivo vieta l’impiego di acqua potabile per le seguenti attività: lavaggio di cortili e piazzali, lavaggio domestico di veicoli a motore, riempimento di piscine private e vasche da giardino, ornamentali e simili; innaffiamento giardini, innaffiamento orti, ad esclusione delle ore notturne (dalle 22 alle 6).
L’ordinanza invita tutti i residenti ad adottare ogni utile accorgimento finalizzato al risparmio idrico, tra cui: controllare periodicamente il contatore dell’acqua e verificare che non registri consumi quando tutti i rubinetti sono chiusi, evidenziando l’eventuale presenza di perdite occulte.

E’ importante anche non utilizzare acqua corrente per il lavaggio di stoviglie e verdure, ma solo per il loro risciacquo, utilizzare l’acqua di lavaggio di frutta e verdura per innaffiare le piante, utilizzare l’acqua di cottura della pasta per il lavaggio manuale delle stoviglie; impiegare lavastoviglie e lavatrici solo a pieno carico; preferire la doccia al bagno, avendo cura in particolare di non far scorrere acqua mentre ci si insapona. Il Comune invita anche a non far scorrere in modo continuo l’acqua del rubinetto durante il lavaggio dei denti o la rasatura della barba.
Il Comune avverte anche «della necessità di intraprendere azioni preventive, che potranno arrivare all’interruzione della continuità del servizio di approvvigionamento, al razionamento e alla turnazione della fornitura dell’acqua potabile, fino al progressivo divieto degli utilizzi la cui priorità è subordinata al consumo delle persone, compresa l’irrigazione agricola».
A vigilare toccherà alla polizia locale. Chi non rispetterà l’ordinanza sarà sanzionato con una multa che va da 25 a 500 euro.
Ordinanza certamente dovuta con obblighi di tutti i cittadini alla massima attenzione nell’uso della sempre più preziosa acqua ma, leggendo varie statistiche ed articoli sulla perdita media in Italia 42% della stessa acqua immessa nelle tubazioni ma che non arriva agli utenti finali ovvero gli stessi cittadini di cui sopra con punte massime anche del 50/70% allora mi chiedo perché gli stessi obblighi, anzi maggiori, non li hanno le aziende e pubbliche amministrazioni che dovrebbero risanare tali condutture fatiscenti risalenti anche a 60/70 anni fa in modo da ridurre tali perdite a valori minimi accettabili e nettamente inferiori 10/15% come in tanti Paesi europei ?? Dovrebbe essere un investimento prioritario rispetto a tanti altri sprechi di risorse pubbliche in modi insensati… !!