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Immigrazione, l’appello di Carancini:
«Combattere contro il decreto Salvini»

MACERATA - L'intervento del sindaco all'Assemblea nazionale dell'Anci: «Smantellare gli Sprar vuol dire negare un principio costituzionale e accrescere l’irregolarità dei migranti che già oggi sono sul territorio»
mercoledì 24 Ottobre 2018 - Ore 15:41 - caricamento letture
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I sindaci all’assemblea dell’Anci a Rimini

 

«Bisogna battersi contro il decreto legge 113/2018 sull’immigrazione che di fatto smantella il sistema Sprar, unica esperienza in questi ultimi 20 anni di buona accoglienza ed integrazione. Smantellare gli Sprar vuol dire negare un principio costituzionale e accrescere l’irregolarità dei migranti che già oggi sono sul territorio». Sono le parole del sindaco Romano Carancini, che in questi giorni è impegnato a Rimini per la XXXV Assemblea nazionale dell’Anci dedicata al tema “Prima cittadini. Sindaci, fuori dal luogo comune”.

L’intervento di Carancini

Il primo cittadino di Macerata, al termine del suo intervento di stamattina, ha lanciato un appello per difendere i progetti di accoglienza migranti in capo ai Comuni, su cui incombe la mannaia di Matteo Salvini. Nello specifico, Carancini ha partecipato alla tavola rotonda “Il lavoro è fondamenta delle comunità” e ha esordito affermando che «la linea di indirizzo del governo sul rapporto debito/Pil al 2,4 non sarebbe negativo se il debito fosse esclusivamente indirizzato verso gli investimenti sul territorio che produrrebbe effetti positivi e moltiplicatori sul fronte lavoro». Il sindaco nel suo intervento ha chiesto «che il governo produca risorse attraverso una seria spending review che è quella che il sistema dei Comuni, attraverso i tagli, ha saputo fare negli ultimi sette anni per un ammontare di circa 9 miliardi di euro». Sul tema lavoro, per quanto riguarda il nostro territorio Carancini ha affermato:  «Dentro al dramma del terremoto c’è una sfida possibile, concreta e rara per opportunità, che saprebbe produrre migliaia di posti di lavoro grazie a risorse per 1 miliardo e 700 milioni per 100 progetti, oggi la metà dei quali cantierabili. Le istituzioni del territorio hanno costruito con Istao una vera e propria visione che potrà realmente essere realizzata. A questo non si può restare estranei, anzi è necessario un progetto che coinvolga le aree interne con l’obiettivo di riportare le persone sui nostri monti e sulle colline altrimenti le Marche, ma anche il Paese, perderà la propria identità».

 

 



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