Evasione, burocrazia e corruzione.
Che futuro ha questo Paese?

L'INTERVENTO - Serve una grande opera di ricostruzione morale nell'Italia del "chi me dà da magnà je dico vabbu"

- caricamento letture
Loris-Tartuferi_Foto-LB-3-400x333

Loris Tartuferi

di Loris Tartuferi *

Pur riguardando un problema di carattere generale e di portata nazionale, il presente intervento si pone lo scopo di stimolare dal basso, quindi a partire dal livello locale, una valutazione critica sui nostri comportamenti e quindi sul sistema di vita che ne consegue.
Molti certamente avranno letto e ricorderanno la seguente frase che il presidente degli Stati Uniti d’America John Fitzgerald Kennedy pronunciò in data 20 gennaio 1961 nel suo discorso di insediamento alla Casa Bianca:”Dunque, miei concittadini americani, non chiedete cosa il vostro paese può fare per voi, chiedete cosa potete fare voi per il vostro paese”.
Con tutta evidenza quelle memorabili parole esplicitavano un fondamentale principio universale di convivenza civile secondo il quale ognuno deve contribuire al bene della Comunità in cui opera.
Ovviamente la base di tale dovere non può che risiedere in primo luogo nel rispetto delle regole che impongono ad ognuno specifici comportamenti in determinate circostanze e poi, indipendentemente dalle condizioni, attività e predisposizioni di ciascuno, nella necessaria consapevolezza che in ogni caso i ruoli dei singoli assumono comunque un’importanza fondamentale nel determinare l’andamento della convivenza civile e del bene comune.
Se, come a me sembra, tutto ciò appare incontestabile, occorre dunque domandarsi se l’attuale situazione del nostro Paese è adeguata o meno alla conoscenza ed all’applicazione dei suddetti principi.
La mia lunghissima esperienza mi induce purtroppo ad esprimere seri dubbi al riguardo ed a domandarmi quindi se sarà mai possibile migliorare la nostra situazione, poter conseguentemente migliorare la convivenza civile e la qualità della vita dei cittadini e, infine, far riguadagnare al nostro Paese un più adeguato ruolo nel panorama internazionale.

Per capire qualcosa al riguardo a mio avviso occorre partire da molto lontano. Occorre cioè riconsiderare gli effetti del frazionamento e delle secolari condizioni di sottomissione del paese alle dominazioni subite (ricordiamoci dell’antico detto “a chi me dà da magnà je dico vabbu”), che certamente contribuirono in modo determinante alla formazione di una mentalità di sottomissione, quindi priva di spirito di libertà, di amor proprio, di dignità, di indipendenza, di autonomia e quindi spesso anche di iniziativa.
Purtroppo quella mentalità, forse non ancora completamente superata nonostante il molto tempo trascorso, di tanto in tanto riemerge in noi per cui spesso siamo portati a sottrarci al rispetto delle regole, a ritenere che le responsabilità siano sempre di altri e che quindi debbano essere altri a risolvere i problemi, ad agire nel proprio esclusivo interesse senza tener conto dei bisogni comuni, a curarci soltanto del nostro “orticello” e a non considerare tutto ciò che ne rimane fuori.
Da tali comportamenti prendono poi naturalmente forma alcune caratteristiche conseguenze quali il menefreghismo, la superficialità, l’indifferenza, l’approssimazione (io che c’entro?; che è robba mia?, che sono il più fesso? ma che me ne frega!).
A tutto ciò si aggiungono poi tre specifici elementi che rendono ancora molto più grave la situazione: l’evasione fiscale, la burocrazia e la corruzione.
L’evasione fiscale per cui, così come è a tutti noto anche in base alle ricorrenti notizie riportate al riguardo dai media anche in ambito maceratese, cerchiamo di sottrarci agli obblighi tributari nei vari modi possibili: scontrini fiscali e fatture non emesse, doppio o triplo lavoro in nero, applicazione di norme elusive non spettanti. Non solo ma anche assenza fraudolenta dal posto di lavoro per dedicarsi a cose personali più piacevoli, usurpazione di diritti di altri e quindi di benefici non spettanti.
La burocrazia, con la pletora di leggi, leggine, circolari, istruzioni, risoluzioni, emanate allo scopo di tentare di evitare il mancato rispetto delle farraginose e talvolta incomprensibili norme, peggiorate dalla frequente illeggibilità e dalla grande lentezza del funzionamento degli uffici pubblici.
La corruzione, con l’alquanto generalizzata abitudine, spesso indotta anche dai molti mali prodotti dalla burocrazia, di rivolgersi ad un “santo protettore”, che naturalmente in vario modo ha un “costo” di scambio, per agevolare e ottenere qualcosa a partire da quelle più semplici fino ad altre invece molto importanti e di grande rilevanza.
Senza dire, per chiudere, dei tanti comportamenti scorretti apparentemente meno gravi che ciascuno di noi giornalmente attua e subisce quali parcheggio sui marciapiedi, sulle strisce pedonali e su posti riservati (anche per i diversamente abili), superamento dei limiti di velocità, mancato spegnimento delle luci alte dei fari delle auto che si incrociano di notte e che ti accecano, uso del telefono cellulare alla guida senza l’ausilio del bluetooth.
Come si vede, il quadro complessivo che deriva da quanto precede non è tranquillizzate e, a mio avviso, certamente non appare migliorabile nel breve periodo.
Sembra quindi necessario prendere coraggiosamente, definitivamente ed esplicitamente atto della situazione, non sottovalutarla come spesso accade, riconoscere ed ammettere quello che realmente siamo, e poi, richiamando principi etici e di solidarietà, avviare una politica adeguata per far crescere nel medio/lungo periodo una cultura ed una mentalità effettivamente più adeguate ad un Paese davvero democratico.
Non è poi nemmeno da escludere la necessità di dovere limare un po’ il nostro stile di vita, meglio adeguandolo ad una mentalità che dovrebbe limitare la corsa in atto ad uno sfrenato consumismo, che ci sommerge di cose e di servizi molto spesso sostanzialmente inutili, che genera sprechi e rifiuti di ogni genere per “l’usa e getta” degli stessi e che contribuisce a farci diventare sempre più “poveri” rispetto alle cose ed ai servizi essenziali.
Si intravedono altre soluzioni? Non è forse il caso di riflettere profondamente su tutto ciò?

*Loris Tartuferi, dottore commercialista, già presidente della Banca della Provincia di Macerata 

A Macerata capitano cose grosse: 41 milioni di frode fiscale


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X