Symbola affronta
i temi caldi della ricostruzione
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TREIA - Il festival della soft economy mette il sisma al centro. Nei prossimi giorni attesi anche Antonio Tajani, Roberto Fico e Paolo Gentiloni. Presentati anche i progetti della Regione e dell'Istao che mettono sul piatto oltre un miliardo di euro per lo sviluppo dell'Appennino
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Le parole di Ermete Realacci, Presidente Fondazione Symbola, in occasione del panel di apertura del Festival della Soft Economy 2018: Uscire dall'emergenza, avviare la ricostruzione

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di Monia Orazi

Tra un’emergenza che per legge durerà sino al prossimo 31 dicembre, ed una ricostruzione che secondo i dati forniti dallo stesso presidente della Regione Luca Ceriscioli stenta a partire (su 40 mila domande attese ne sono arrivate solo 2.900 e di queste solo poco più di 700 sono quelle approvate, il resto sono bloccate dal problema delle difformità), l’anticipo del seminario estivo di Symbola, i tre giorni del festival della soft economy partito oggi a Treia, tira la volata ai temi caldi del terremoto, che saranno approfonditi e sviluppati nei prossimi giorni.

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Ermete Realacci

I big della politica sono attesi per venerdì 6 luglio, al mattino il presidente del parlamento europeo Antonio Tajani, mentre sabato 7 luglio al mattino presenza contemporanea del presidente della Camera Roberto Fico e dell’ex premier Paolo Gentiloni. Oggi i parlamentari Patrizia Terzoni e Tullio Patassini, indicati tra i relatori non erano presenti. Oggi sono state presentate le due ricerche che serviranno a guidare lo sviluppo economico delle aree colpite dal sisma, per ora solo a livello di progetto, che dovranno essere declinate in proposte di attuazione. La prima è il patto per lo sviluppo commissionato dalla giunta regionale all’Istao, con 135 progetti da realizzare per un investimento di un miliardo e 740 mila euro e la possibile creazione di diecimila posti di lavoro, il cui accordo tra Regione e parti coinvolte sarà firmato entro l’estate, che prevede un raccordo con la seconda ricerca presentata. Si tratta degli undici sentieri di sviluppo dell’Appennino marchigiano dopo il sisma, commissionata dal Consiglio regionale delle Marche agli atenei marchigiani, finanziabili tramite i fondi europei. Alcuni temi indicati: attrattività dei borghi, connettività e mobilità, beni culturali e musei in rete e con gestione innovativa, progetti di ricostruzione pilota dei beni culturali, creatività e made in Italy, energia e risorse rinnovabili con valorizzazione della filiera del legno, valorizzazione dell’agricoltura sostenibile, redditività della filiera zootecnica, percorsi di ricerca e innovazione per una ricostruzione modello, da monitorare con dati aperti resi accessibili ai cittadini.

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Claudio Pettinari

Tanti gli spunti emersi da una giornata ricca di riflessioni, con due piccoli “schiaffi”, lanciati in alcuni degli interventi. Uno su tutti quello del rettore Unicam Claudio Pettinari che ha indicato nella necessità del lavoro la leva primaria per riportare sviluppo nei territori colpiti dal sisma. Il messaggio fondamentale lanciato da questa prima giornata di riflessione è che la futura ricostruzione dei borghi devastati dal sisma, non restituirà i luoghi così come si conoscevano, ma occorrerà ripensare la loro funzione,  restituendo valore alle loro vocazioni originarie, accompagnando il loro viaggio verso un futuro, che difficilmente arriverà prima di vent’anni, con prospettive innovative di sviluppo economico, se si vorrà evitare il loro definitivo spopolamento.

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Orietta Varnelli

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Symbola: «Ricostruzione come opportunità, può nascere un laboratorio mondiale per il restauro dei beni culturali»



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