Piano rifiuti, sindaci compatti:
tramonta l’ipotesi inceneritore
«E’ una giornata straordinaria»

L'ATA, l'assemblea dei 55 Comuni più Loreto e la Provincia, ha approvato una bozza preliminare. I punti principali: no alla produzione di combustibile fossile, ampliamento dell'impianto di digestione anaerobica per l'organico e interventi per mitigare i cattivi odori intorno al Cosmari. Quando finirà la discarica di Cingoli (2021) si cercherà di trovarne un'altra fuori dal nostro territorio. Pettinari: «Si è dimostrato come una comunità possa arrivare a prendere decisioni fondamentali tutelando i cittadini»
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L’assemblea Ata

di Giovanni De Franceschi 

Piano rifiuti, i sindaci del territorio e la Provincia chiudono alla possibilità di un inceneritore. E’ il principale punto che emerge dalla riunione di ieri dell’Ata  (l’assembla con i 55 Comuni, più Loreto), che ha approvato una bozza preliminare. Il documento ora dovrà essere sottoposto a valutazione ambientale strategica e poi inviato alla Regione che dovrà esprimersi sulla congruità con il piano regionale. A quel punto potrà essere approvata la versione definitiva.

provincia-conferenza-ato-3-rifiuti-11Lo studio per predisporre il piano era stato affidato alla Oikos tramite bando, ed era stata presentato e discusso in assemblea dei sindaci il 9 gennaio. Ne erano derivate non poche polemiche, soprattutto per la possibilità paventata che il Cosmari potesse produrre Css (combustile solido secondario) dai rifiuti indifferenziati, Css che poi sarebbe finito in un inceneritore. Alcuni primi cittadini, associazioni e politici si erano fin da subito scagliati contro questa prospettiva. D’altronde quella ipotesi fa parte delle linee guida regionali. Il presidente della Provincia Antonio Pettinari, che è anche presidente dell’Ata, ha convocato il comitato di coordinamento dei sindaci per due volte, chiamando a raccolta anche associazioni ambientaliste, di categoria e sindacati, fino ad arrivare alla bozza approvata ieri dall’assemblea all’unanimità. «E’ stata una giornata straordinaria – ha commentato Pettinari – si è dimostrato come una comunità possa arrivare a prendere decisioni fondamentali tutelando i cittadini. E’ un risultato di cui sono orgoglioso e do merito a tutti i sindaci che sono voluti arrivare a un documento condiviso che getta le basi sia per il miglioramento futuro della gestione dei rifiuti, sia per quanto riguarda appunto le principali tutele per i cittadini».

provincia-conferenza-ato-3-rifiuti-13Per quanto riguarda la valorizzazione dei rifiuti indifferenziati e quindi la produzione di Css, «lo sviluppo di tale filiera impiantistica non è individuata come opzione perseguibile per il sistema Maceratese; si ritiene che tale flusso possa essere avviato a trattamento/smaltimento in impianti di altri contesti in luogo dell’abbancamento in discarica», hanno chiaramente messo nero su bianco i sindaci e la Provincia.  Quindi nessuna produzione di Css: i rifiuti dovranno essere portati in un inceneritore al di fuori del territorio Maceratese oppure in discarica. E qui sorge un altro problema: la discarica di Cingoli infatti sta per concludere la capacità di abbancamento (si esaurirà nel 2021), perciò o ne verrà realizzata una nuova nel Maceratese (ma ci sarebbe da trovare un Comune o più disponibili) oppure bisognerà trovarne un’altra capace di accogliere i nostri rifiuti al di fuori della provincia, tra Ascoli e Fermo. Questa seconda opzione è la strada preferita dall’Ata. Quella della discarica «rappresenta, in prospettiva, la principale criticità del sistema maceratese – si legge nel documento –  la possibilità di allocare i rifiuti non altrimenti valorizzabili presso impianti di altre province, eviterebbe la compromissione di un nuovo sito da dedicare alla realizzazione di un nuovo impianto nel territorio maceratese».

provincia-conferenza-ato-3-rifiuti-1Chiusa la porta alla produzione di Css ed eventualmente ad una nuova discarica, si è aperta però la possibilità di ampliare il digestore anaerobico del Cosmari, cioè un impianto di biometano capace di trattare la frazione organica, il cosiddetto umido. Quello attuale ha una capacità di 70mila metri cubi l’anno, ne usiamo circa 50mila. L’idea è quella di renderlo ancora più grande, così da poter trattare, qualora ce ne fosse bisogno, anche l’organico di altre province. Sempre nell’ottica, così come contenuto nelle linee guida regionali, di collaborazione tra le province delle principali macro aree: Marche Nord (Ancona e Pesaro-Urbino) e Marche Centro-Sud (Macerata, Fermo e Ascoli). L’altra principale criticità che il piano ha dovuto affrontare rigurda i cattivi odori nella zona circostante il Cosmari. «Pur confermando la strategicità degli impianti oggi insediati  – recita il documento dell’Ata – è indispensabile prevedere interventi che determinino una diminuzione degli impatti ambientali (soprattutto odorigeni) legati ai trattamenti dei rifiuti a matrice organica». «L’importanza di questa giornata – ha concluso Pettinari – è rappresentata dal fatto che i cittadini hanno visto tutelati i propri diritti dai rappresentati che hanno eletto».

 

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