Condanniamo il neofascismo
ma lasciamo stare i bambini

LA DOMENICA DEL VILLAGGIO - Alle vane nostalgie del passato si aggiungono le incognite sul futuro. Macerata e il 25 aprile
- caricamento letture

 

liuti-giancarlo

 

di Giancarlo Liuti

La Festa Nazionale della Liberazione fu istituita il 25 aprile del 1946, settantadue anni fa, dal governo di Alcide De Gasperi. Liberazione da che cosa? Dal fascismo e dal nazismo, che poco prima della metà del Novecento avevano imposto dittature in Italia e in Germania con l’intenzione di estenderle in tutta Europa, la qual cosa, nel ‘39, provocò la seconda guerra mondiale. Superfluo, qui, ricordare l’altissimo prezzo in vite umane che venne pagato anche in Italia. Nient’affatto superfluo, invece, rilevare che da noi, nonostante l’ormai ultradecennale avvento delle libertà democratiche, sopravvivono e stanno crescendo movimenti politici ai quali non dispiacerebbe il ritorno a quei tempi, cioè al fascismo e al nazismo.

Per quale ragione? Per una serie di motivi comuni all’intero Occidente. Inutile cercare colpe e colpevoli, forse non ce ne sono. Ma l’attuale e non brillante situazione dell’economia, cioè delle reali risorse da sfruttare, determina ristrettezze nei bilanci familiari e individuali, la qual cosa, specie ai bassi livelli, crea povertà. Ed è ormai un sogno sperare che basti la democrazia per realizzare sul serio quella vera giustizia sociale di cui spesso s’è vantata e continua a vantarsi. Qualche passo avanti c’è stato, intendiamoci, e sarebbe sciocco – anzi, fazioso – negarlo. E siccome in questo mondo c’è un “meglio” e c’è un “peggio”, io spero che il “peggio” appartenga soltanto a quel lontano passato di cui, ripeto, stanno circolando pericolose nostalgie. Pericolose, sì. Se non altro perché le democrazie hanno pur sempre forme di autocritica migliorativa delle quali le dittature sono prive: il ricorso al voto popolare, la libertà d’informazione, la pluralità dei partiti, la dialettica fra gli orientamenti politici, l’alternanza nei luoghi del potere.

Fantoccio-Mussolini-bastonato-in-piazza-battisti-1-325x271Ma i tempi, purtroppo, non sono generosi . E ovviamente Macerata non fa eccezione, dato che ormai tutto il mondo è paese e dovunque il tessuto sociale dà segni d’insofferenza, per cui anche fra i nostri più convinti sostenitori delle istituzioni si comincia ad avvertire una preoccupante “debolezza” della democrazia. Vero è che il fatalismo, la pazienza e la rassegnazione della “Civitas Mariae” verso ciò che giunge dall’alto dei cieli fanno sì che per sua tradizione Macerata non sia mai stata teatro di “rivolte” a sfondo sociale. E questa è una garanzia, grazie anche a maggioranze locali poco inclini ai “salti nel buio” ed ai “passi più lunghi della gamba”. Col limite, però, di una scarsa intraprendenza, che per un verso mette al riparo dai rischi dell’ignoto ma per un altro verso diventa un freno al coraggio dei buoni propositi quando si tratta di affrontare un futuro pieno d’incognite e straordinariamente impegnativo come quello che sta arrivando.

Nella “natura” di Macerata e dei maceratesi non manca l’attesa di tempi sempre migliori. Ma stavolta l’attesa non basta. Anche nel “piccolo” di una città di provincia come la nostra, insomma, sarebbero da auspicare fatti concreti e capaci di dimostrare la volontà di reagire all’inerzia della semplice attesa. Non aspettare, dunque, ma fare. Oggigiorno le cose – purtroppo le peggiori – stanno correndo. Facciamo sì che corrano, e più velocemente, anche le migliori e giungano per prime al traguardo. Sto fantasticando, lo so. Ma può darsi, chissà, che la fantasia riesca a dare una pur modestissima mano contro l’immobilismo dell’attesa.

Aggiungo poche righe su quanto è accaduto proprio il 25 aprile a Macerata in piazza Cesare Battisti, dove era stato allestito un pupazzo a testa in giù raffigurante Benito Mussolini. E fin qui niente da eccepire. Anzi, la cosa era divertente e in linea col clima anche scherzoso e ovviamente antifascista di quel giorno. Ma la cosa grave è che questo fantoccio è stato fatto prendere a bastonate dai bambini in cambio di caramelle. Così loro, ignari di tutto, hanno ripetutamente colpito la testa del pupazzo fino a farla cadere in terra fra le risate dei presenti. Ed ecco, allora, ciò che non m’è piaciuto: il coinvolgimento di alcuni bambini in questa pur spassosa storiella. Ebbene no. I bambini, per favore, lasciamoli stare.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
-





Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X