Pignatta antifascista, Monteverde:
«Minacciata per una fake news
Strumentalizzazione inaccettabile»

MACERATA - L'assessore ha dato mandato legale agli avvocati Bertola e Giustozzi: «Una notizia falsa costruita per attaccarmi. Il mio post era inequivocabile»
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Il faccia a faccia tra Alessandra Mussolini e il sindaco Romano Carancini
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Da sinistra Massimo Bertola, Stefania Monteverde e Paolo Giustozzi oggi durante la conferenza (foto Falcioni)

 

di Federica Nardi

«Ho ricevuto minacce e insulti. La falsa notizia circolata in rete secondo cui mi dicevo contenta per la pignatta antifascista ha dato il via a un linciaggio mediatico contro di me e la mia famiglia. Un attacco a me e anche alla libertà e alla credibilità della stampa. Stiamo parlando di una notizia falsa, costruita per attaccarmi. Chiederemo di ristabilire la verità dei fatti in tutte le sedi opportune». Stefania Monteverde siede in mezzo agli avvocati Paolo Giustozzi e Massimo Bertola. Oggi non solo come vicesindaco e assessore di Macerata ma in primis in quanto «donna, madre e insegnante», spiega.

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Alessandra Mussolini a Macerata con una scatola di vermi per Stefania Monteverde

La sua foto sorridente è stata incollata, il 26 aprile, sopra l’immagine della pignatta per bambini ricavata da un fantoccio del duce. Una messinscena del colletivo Antifa, in piazza Cesare Battisti il 25 aprile, che ha scatenato condanne bipartisan ed è valsa la calata su Macerata di Alessandra Mussolini. Nel titolo una dichiarazione estrapolata da un post di Facebook – “sono contenta che i nostri figli vedano questo” – che l’assessore aveva pubblicato in riferimento a un’altra manifestazione (il pranzo multiculturale in piazza Vittorio Veneto). «Il mio post era inequivocabile – dice l’assessore -. Non c’era possibilità di fraintendimento. Mentre la dichiarazione è stata attribuita alla pignatta. Un fatto (la pignatta, ndr) di una violenza inaccettabile che ho già condannato e da cui la giunta ha preso le distanze non appena ne siamo venuti a conoscenza».

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Stefania Monteverde

Ma il link è stato fatto circolare ovunque sui social e ripreso anche da Alessandra Mussolini che – sollecitata da esponenti politici locali – ne ha fatto merce da scontro politico non solo a Macerata, ma anche in radio e in televisione. «Una strumentalizzazione politica inaccettabile – dice Monteverde -. Questa situazione offende me, la mia famiglia, i miei studenti. C’è un limite a tutto e quel limite è il rispetto della persona. Sono pronta a discutere nelle sedi della politica di ciò che è successo in piazza Cesare Battisti, ma qui siamo oltre il dibattito politico. Perché i maceratesi, e non solo, sono stati ingannati». Monteverde ha dato mandato legale agli avvocati Giustozzi e Bertola per verificare in che modo procedere. Giustozzi rimarca «il grande coraggio di una donna di non lasciar perdere né di far finta di nulla, sperando che il tempo affievolisca lo stigma. Ho letto anche oggi commenti di grande violenza. La fake news, in merito alla quale Monteverde aveva chiesto una rettifica, è ancora online», spiega Giustozzi.

«In nessun passaggio del pezzo si fa esplicito riferimento al fatto che il vicesindaco si riferisse a quanto accaduto in piazza Cesare Battisti», replica la testata accusata che, a sua volta, ha dato mandato all’avvocato Oberdan Pantana per valutare eventuali azioni legali.

 



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