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Evacuati dalla palazzina
appena sistemata:
«Giusto il tempo di godere la Pasqua»

PIEVE TORINA - La famiglia di Paolo Esposto è tra quelle rimaste nuovamente senza casa. L'appartamento gli era stato assegnato dal Comune ma dopo l'ultima scossa non è più agibile. La figlia ha un bar: «Stanotte non so dove dormirò, forse nel locale». Nella zona rossa crollata una casa già lesionata. Nelle sae si sono inclinati i boiler sui tetti e sono caduti pensili
martedì 10 aprile 2018 - Ore 13:17 - caricamento letture
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Paolo Esposto guarda la sua abitazione che ha dovuto lasciare questa mattina

 

I danni all’interno dell’abitazione

 

di Federica Nardi

«Abbiamo fatto giusto in tempo a trascorrere in pace la Pasqua in casa e siamo già fuori». È senza parole Paolo Esposto. La sua famiglia vive in una palazzina a due passi dal villaggio Sae dell’area Le Piane a Pieve Torina. L’appartamento gli è stato assegnato al posto delle casette. Due settimane fa. Questa mattina la sua e altre due famiglie lì residenti sono state evacuate dopo il forte sisma dell’alba. «Avevamo appena fatto in tempo ad entrare e questa mattina sono passati a dirci che dovevamo andarcene». E’ una ferita che si riapre per Esposto e per le altre famiglie. La terra trema, le case continuano a rovinarsi. A Pieve Torina in totale sono sei le famiglie evacuate a causa dei danni del sisma di stamattina. In zona rossa è crollata anche una casa già lesionata e sono stati registrati anche altri crolli leggeri. I vigili del fuoco stanno lavorando senza sosta per controllare anche le abitazioni finora agibili e verificare che non ci siano stati ulteriori danni.

I pensili che si sono staccati

La figlia di Esposto, Daniela, è la titolare del bar Expo, una delle attività riaperte nel container proprio a servizio dell’area sae Le Piane. Evacuata anche lei, fa il bilancio di una nottata terribile. «Ho una bambina di tre anni. Avevo espressamente chiesto: è sicura questa casa? Mi avevano detto di sì». Nel bar è un via vai continuo, qualcuno racconta la paura, altri ci scherzano su. Certi occhi rossi però non hanno bisogno di parole per spiegare cosa vuol dire risvegliarsi con il boato del terremoto. «Stanotte non so dove dormirò, forse nel bar – dice Daniela Esposto -. I miei genitori invece hanno un’amica che ha un container». Nell’area Le Piane i tecnici comunali e di Arcale hanno bussato casa per casa e verificano eventuali danni. In un lotto dell’area, una delle più grandi del cratere con ben 169 abitazioni, i boiler sul tetto si sono inclinati. In altre sono venuti giù i pensili della cucina, sfilati dalle scosse o, in almeno un caso, a causa delle viti del sostegno al muro che non erano abbastanza. Danni anche alle urbanizzazioni: un muretto di contenimento è crollato. Nel giardino di un’altra sae si è aperta una crepa, lieve ma ben visibile, che suggerisce uno slittamento. Gabriella Rotario ha preso la casetta il 29 settembre. Il mobile pensile della cucina è in bella vista nel suo giardino, dopo che la foto scattata questa mattina dei pensili crollati nel suo salotto hanno fatto il giro del web. «Che devo dire, io qua sto bene. La bambina però si è spaventata – racconta Rotario -. Io se non era per il rumore dei piatti rotti non mi sarei nemmeno alzata dal letto».

(Servizio aggiornato alle 14,20)

 



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