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Il folle razzista un fan di Salvini,
stretta di mano al comizio leghista (Foto/Video)

TERRORE - Il leader del Carroccio oggi rilancia: «L'immigrazione fuori controllo porta caos, rabbia e scontro sociale». Risponde così a Roberto Saviano, che l'ha accusato: «E' il mandante morale dei fatti di Macerata». Nel 2015 all'Abbadia di Fiastra Luca Traini in prima fila al suo convegno. L'ondata d'odio è tutt'altro che placata
sabato 3 febbraio 2018 - Ore 21:13 - caricamento letture
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La manifestazione leghista con Salvini

Luca Traini stringe la mano a Matteo Salvini, 22 maggio 2015 all’Abbadia di Fiastra (foto Cronache Maceratesi)

 

di Giovanni De Franceschi

Dalle parole ai proiettili, un passo appena. Come trovarsi sul ciglio di un burrone e vedere i piedi camminare verso il vuoto. Basta seguire l’ordine cronologico degli avvenimenti per vedere in controluce un filo sottile tra il barbaro assassinio di Pamela Mastropietro, l’arresto con l’accusa di omicidio del nigeriano Innocent Oneghale, i commenti che ne sono derivati (su Facebook e anche tra i candidati alle politiche) e la follia razzista messa in atto stamattina da Luca Traini. 

Luca Traini oggi nella caserma dei carabinieri di Macerata

Ecco i fatti. Mercoledì mattina il ritrovamento del corpo fatto a pezzi e chiuso in due valigie della 18enne, la sera stessa il fermo del presunto assassino. Giovedì l’orrore di una barbarie senza precedenti per la nostra provincia entra “di diritto” nella campagna elettorale (leggi l’articolo) con il leader della Lega Nord Matteo Salvini che scrive: «La sinistra ha le mani sporche di sangue. Espulsioni, espulsioni, controlli e ancora espulsioni». E con lui altri candidati, che non hanno fatto altro che interpretare un sentire fin troppo comune fatto di odio e paura. Sicurezza e immigrazione due cavalli da corsa per ottenere voti. Tra botta e risposta, da destra a sinistra. Passano poco più di 24 ore e dalle parole si passa ai proiettili appunto. Alla follia razzista di Luca Traini (ex candidato al Consiglio di Corridonia propria con la Lega, con zero preferenze all’attivo) che si arma di una Glock 4, entra nella sua Alfa 147 nera, arriva a Macerata e inizia a sparare a caso agli africani che incontra per strada: sei i feriti che cadono sotto i colpi del 29enne, poi bloccato e arrestato. Nessun collegamento diretto per carità tra le parole dei candidati e la pistola di Traini, ma un filo sottile sì.

E la foto di una stretta di mano tra i due, del 2015 durante a convegno elettorale all’Abbadia di Fiastra (leggi l’articolo)«Il mandante morale dei fatti di Macerata –  ha scritto invece senza mezzi termini Roberto Saviano – è Matteo Salvini. Lui e le sue parole sconsiderate sono oramai un pericolo mortale per la tenuta democratica. Chi oggi, soprattutto ai massimi livelli istituzionali, non se ne rende conto, sta ipotecando il nostro futuro». Ma l’odio è inarrestabile, come un ciclone. Così come la voglia di commentare, nonostante tutto. E così anche oggi, mentre il sangue di innocenti era ancora sui marciapiedi e sulla strade di Macerata, Forza Nuova, movimento che aspira e entrare in Parlamento se ne esce così: «Sarà politicamente scorretto, sarà sconveniente, in campagna elettorale nessuno farà un passo avanti, ma oggi noi ci schieriamo con Luca Traini. Questo succede quando i cittadini si sentono soli e traditi, quando il popolo vive nel terrore e lo Stato pensa solo a reprimere i patrioti e a difendere gli interessi dell’immigrazione. Mettiamo a disposizione i nostri riferimenti per pagare le spese legali di Luca, a non farlo sentire solo e a non abbandonarlo». Non solo una giustificazione a quanto fatto, ma un vero e proprio sostegno. E che dire di chi ha creato pochi minuti dopo l’arresto di Traini, il gruppo Facebook “Luca Traini presidente”? E’ durato sì e no un’ora il gruppo, ma aveva già collezionato una cinquantina di iscritti. E qualcuno era addirittura arrivato a scrivere in un commento: “Santo subito”. 

La propaganda però continua, ed è proprio Salvini che torna di nuovo all’attacco. «La violenza non è mai la soluzione – ha scritto il leader del Carroccio – la violenza è sempre da condannare. E chi sbaglia, deve pagare. L’immigrazione fuori controllo porta al caos, alla rabbia, allo scontro sociale. L’immigrazione fuori controllo porta spaccio di droga, stupri, furti e violenze. Ma questo il signor Saviano non lo sa, lui non vive sulla sua pelle i problemi, le paure e le difficoltà di 60 milioni di italiani, italiani normali». Quindi qual è la soluzione? Ovvia, scontata, nel Salvini-pensiero: «Non vedo l’ora che il 4 marzo voi mi diate la forza per riportare ordine, tranquillità, sicurezza e serenità in tutta Italia».

Il manifesto elettorale della Lega Nord per le elezioni di Corridonia

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