Il terremoto “sfratta”
l’urna di San Pacifico

SAN SEVERINO - La chiesa di Santa Maria delle Grazie, con l'annessa cappella in cui si trova la teca del santo, è inagibile. Il sindaco ha deciso di disporre il trasferimento della reliquia

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La facciata della chiesa di Santa Maria delle Grazie

 

Il terremoto mette a rischio l’urna di San Pacifico, copatrono di San Severino, che dovrà essere tolta dalla cappella dell’omonimo santuario settempedano, in cui viene custodita da secoli, per essere trasportata in uno stabile più sicuro non lontano dalla chiesa. Ci sono rischi per la sua conservazione, perchè la chiesa dove si trova è inagibile. Lo dice un’ordinanza firmata dal sindaco Rosa Piermattei. Un sopralluogo eseguito lo scorso 2 febbraio dai tecnici del Mibact e del ReLuis, per il rilievo dei danni ai beni culturali ed alle chiese, ha evidenziato che la chiesa Santa Maria delle Grazie, con l’annessa cappella in cui si trova la teca del santo, è inagibile e non consente di avere le condizioni di sicurezza necessarie alla conservazione delle sacre reliquie di San Pacifico. Visto che in una delle cappelle si trova l’urna che custodisce le reliquie del santo, veneratissimo dai settempedani e da tanti pellegrini, per evitare ogni possibile rischio di danneggiamento e conservazione, il sindaco Piermattei ha ordinato la traslazione del sarcofago, in uno stabile non lontano dalla chiesa di San Pacifico, sempre di proprietà dei frati minori, che vivono nel vicino convento di San Pacifico. L’ordinanza, che dovrà avere esecuzione entro breve tempo, è stata trasmessa al Fondo edifici di culto che è proprietario di parte della struttura ed all’ente morale San Giacomo della Marca dei frati minori di Jesi, da cui dipende il convento di San Severino. Per la teca del Santo sarebbe uno spostamento che avviene dopo molto tempo, dal suo posizionamento. San Pacifico Divini, frate francescano, dopo una vita dedicata all’apostolato ed alla preghiera morì nel 1721 e venne elevato agli onori degli altari nel 1839, di lui si tramanda che avesse predetto il terremoto che sconvolse la zona nel 1703.


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