Un questore abituato alla prima linea:
«Priorità a controllo del territorio,
lavoriamo per soluzione su Hotel House»
MACERATA - Vincenzo Vuono, da tre giorni in città, nella sua carriera ha diretto anche i 700 uomini dell'Ufficio prevenzione generale e sicurezza pubblica di Roma. «Tra le esperienze più importanti il Giubileo del Duemila. Credo nel fare squadra, nei rapporti con i cittadini e nell'educazione alla legalità»
di Gianluca Ginella
(Foto di Fabio Falcioni)
Il nuovo questore di Macerata è abituato a stare in prima linea. Lo ha sperimentato in particolare a Roma dove si è trovato a gestire cinque commissariati e l’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico dove comandava circa 700 uomini. «Arrivo a Macerata con molto entusiasmo – ha detto il questore Vincenzo Vuono, 58 anni, originario di San Donato di Ninea, in Calabria –. Sono grato che mi sia stata data fiducia e di arrivare in una città di cui tutti mi hanno parlato bene a cominciare dal mio predecessore Giancarlo Pallini». In città da 3 giorni, «La priorità è il controllo del territorio. Credo molto in questo anche in base alle mie esperienze – ha spiegato –. Al cittadino vanno date risposte. Abbiamo immediatamente intensificato i controlli del territorio, che sono fondamentali. Credo molto anche nella collaborazione istituzionale e soprattutto con i cittadini. E credo nel fare squadra. Sono arrivato da poco ma ho potuto rendermi conto che ho una squadra di tutto rispetto».
Il nuovo questore ha già parlato con il prefetto della questione dell’Hotel House di Porto Recanati in vista dell’annunciato sgombero previsto dopo l’8 di dicembre. «E’ la prima problematica di cui mi hanno messo a conoscenza e dobbiamo trovare una soluzione» ha detto. Il questore ha inoltre annunciato che incontrerà tutti i sindaci della provincia. Altro aspetto sono i giovani. «Credo molto nell’educazione alla legalità. Su questo continueremo l’attività già intrapresa dal mio predecessore». Per molti anni a Roma, dove ha lavorato dal 1995 al 2011, il questore ha diretto 5 commissariati («l’esperienza più importante è stata a quello di Ostia»), e l’ufficio prevenzione e soccorso pubblico della capitale. «A Roma ho fatto esperienze molto belle. Tra le più importanti c’è stato il Giubileo del Duemila» ha detto. È stato anche assegnato all’ispettorato Vaticano nel periodo di due pontefici, Papa Benedetto XVI e papa Francesco «E’ stata una esperienza straordinaria. Ricordo ancora che mi trovavo in piazza San Pietro quando è stato eletto il Papa».
In città il nuovo questore, ha diretto 5 commissariati a Roma

e s e r c i t o
Buon lavoro.