Pedemontana, il comitato non ci sta:
“Dal ministero nessuna risposta degna”

MATELICA - Il viceministro dei Trasporti ha risposto all'interrogazione depositata dalle onorevoli marchigiane Beatrice Brignone, Lara Ricciatti e Patrizia Terzoni sulla funzionalità del progetto. Insoddisfatti i cittadini: "Non viene fornita alcuna motivazione tecnica"

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Una galleria della Pedemontana

Pedemontana, il viceministro dei Trasporti ha risposto all’interrogazione depositata dalle onorevoli marchigiane Beatrice Brignone di Possibile, Lara Ricciatti di Mdp, Patrizia Terzoni del M5S. Insoddisfatto dell’esito il Comitato Pedemontana Matelica. “Le interrogazioni parlamentari presentate convergevano nella richiesta di riesame delle motivazioni che hanno consentito l’approvazione del progetto della Pedemontana delle Marche negli ultimi 20 anni, su tutti i tavoli di lavoro, sia a livello locale che nazionale –  spiega il comitato – tra cui lo studio di settore commissionato alla società internazionale Price Wather House and Coopers da parte della Quadrilatero vincitrice dell’appalto per la gestione della realizzazione del tratto di strada della Pedemontana delle Marche da Fabriano a Muccia, prevedeva la creazione di 8000 posti di lavoro/anno per un totale di 90.000 posti di lavoro in 10 anni”. Le valutazioni sui posti di lavoro sono state secondo il comitato matelicese, il presupposto che ha portato all’approvazione del progetto della nuova strada “a discapito di qualsiasi problema d’impatto ambientale, storico-archeologicoo danno al settore turistico, agroalimentare e vitivinicolo, derubricabili – aggiungono – di fronte al presunto boom economico che la strada avrebbe portato”. Per il comitato, il ministero ha presentato una risposta inconsistente. “Non viene infatti fornita alcuna motivazione tecnica – aggiungono gli esponenti –  e soprattutto nessun dato aggiornato alla situazione del territorio nella fase post-terremoto. Unico dato di rilievo, scompaiono finalmente dalle motivazioni i fantomatici 8.000 posti di lavoro/anno”. Dalla risposta all’interrogazione, si è appreso che il progetto esecutivo della Pedemontana, pari a 220 milioni di euro, di cui il 40 per cento finanziato da enti locali tramite tasse permetterà di “ridurre il deficit infrastrutturale che penalizza le regioni Marche ed Umbria, creando un efficiente collegamento con le circostanti e verso l’Europa”. I timori del Comitato è che la strada, possa essere utile come via di fuga per impianti industriali pericolosi:Grandi i timori che il riferimento al beneficio socio economico ingenera negli abitanti della vallata, l’assenza di qualsiasi previsione d’investimento manifatturiero in zona fa infatti palesare il dubbio che tali infrastrutture fortemente volute a livello centrale, al punto da essere definite di priorità nazionale, vadano a garantire le vie di fuga richieste dalla normativa Seveso per la realizzazione di impianti ad alto rischio di incidenti, in merito ai quali la popolazione matelicese si era già chiaramente e inequivocabilmente espressa”. Conclude il comitato: “Neanche le addotte motivazioni di sicurezza avrebbero una reale consistenza, i rischi connessi alla viabilità potrebbero infatti essere risolti intervenendo semplicemente sull’attuale tracciato. Nessun dato è stato fornito sull’attuale frequenza di percorrenza dei mezzi pesanti attraverso gli attuali tracciati viari dell’entroterra marchigiano, forse perché è evidente a tutti che la chiusura delle 4233 aziende marchigiane negli ultimi 10 anni (a cui altre purtroppo seguiranno), hanno di per sé risolto il problema viario dei mezzi pesanti”.


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