Amianto, mappatura col drone:
“La situazione non è preoccupante”
APPIGNANO - Il sondaggio effettuato dalla "Aero-dron" segnala 13,35 metri quadrati di eternit per abitante, contro la media di 20 negli altri comuni scandagliati. Maggior parte del materiale tossico concentrato nella zona industriale. Il tecnico Daniele Branchini: "Sarebbe un successo rimuoverlo tutto entro 10 anni"

Da sinistra il tecnico Daniele Branchini, l’amministratore di Aero-dron, Romeo Broglia, il sindaco di Appignano, Osvaldo Messi, l’assessore Rolando Vitali, il consigliere Mariano Calamita e l’assessore Danilo Monticelli

Il drone all’avanguardia utilizzato per la mappatura
di Leonardo Giorgi
Mappatura del territorio con il drone cerca amianto, Appignano può sorridere. «Le situazioni che erano state segnalate dai cittadini sono state risolte», assicura il sindaco Osvaldo Messi. L’amministrazione comunale, dopo aver chiesto alla start-up di Parma “Aero-dron” di controllare la presenza del materiale cancerogeno nelle coperture degli edifici, ha diffuso i dati sui rilevamenti questa mattina nell’oratorio Giovanni Paolo II. Il drone all’avanguardia, capace di segnalare con affidabilità la presenza dell’elemento nocivo nelle strutture, ha registrato 98 coperture con amianto in tutto il territorio comunale. La metà di queste coperture sono di dimensione ridotta, mentre le restanti sono più grandi e legate a strutture più grandi. Ad Appignano si calcolano quindi 13,35 metri quadrati di amianto per abitante, mentre nei restanti comuni (circa cento) dove ha operato l’Aero-dron la media è di circa 20 metri quadri per cittadino. La maggior parte dell’amianto è concentrato nella zona industriale, molto poco quello vicino al centro storico.

Esposizione di alcuni materiali con presenza di amianto
Come ricorda il sindaco Osvaldo Messi, «Appignano è il primo comune a chiedere un servizio del genere nella regione». Ma presto potrebbero esserci nuovi territori marchigiani da sorvolare per i droni dell’azienda guidata da Romeo Broglia, tanto che la stessa Aero-dron incontrerà nelle prossime settimane i primi cittadini della provincia di Macerata per esporre il lavoro fatto ad Appignano. Dove, nonostante la presenza di amianto nelle coperture sotto la media, il sindaco ha voluto comunque aprire uno “sportello amianto”. Il Comune, in modo gratuito, darà quindi ai cittadini consigli e strumenti su come trovare l’amianto presente in casa e indicazioni sui metodi di rimozione. «Il fatto è che negli edifici è probabile che ci sia ancora tanto amianto, soprattutto nelle case costruite prima del ’90 – spiega il tecnico Daniele Branchini, responsabile dello sportello amianto – Sarà importante comunicare con le aziende e informarle sugli incentivi finanziari per rimuovere il materiale tossico. Se ne parla sempre troppo poco di amianto in Italia e sarà impossibile rimuoverlo tutto nel territorio nazionale prima di almeno 80 anni. Ci sono regioni del sud che non hanno ancora avviato il censimento. Appignano da questo punto di vista potrebbe riuscire ad essere libera da amianto in 10 anni. Sarebbe un successo clamoroso, dato che nessun comune in Italia – sottolinea Branchini – può dirsi completamente “eternit free”». La mappatura via drone arriva qualche mese dopo la formazione di un comitato ad Appignano per la segnalazione della presenza di eternit e per la vigilanza sulla bonifica del territorio.

Sconcertante leggere che nel Comune di Appignano i cittadini possono ritenersi esenti dal rischio amianto solo perché la Mappatura ha evidenziato che nel territorio comunale è presente una media pro capite di “soli mq. 13,35” quando è noto che il pericolo correlato al possibilità di inalare fibre libere di amianto e di conseguenza di contrarre patologie asbesto correlate non ha valori di soglia: in sintesi respirare fibre di amianto è sempre pericoloso. Nella Provincia di Macerata qualche anno fu il Comune di Tolentino ad effettuare la prima “Mappatura Amianto” nel territorio comunale. Se la Regione Marche avesse completato il Censimento Regionale Amianto (C.R.A.), i dati della Mappatura, a livello Regionale, sarebbero già stati resi noti evitando inutili costi alle singole Amministrazioni. Gli incentivi per le bonifiche sono, da anni, sempre gli stessi: bandi Inail, sgravi fiscali, etc. Essi non hanno mai incentivato, se non in minima parte, sia i privati che le imprese, a programmare gli interventi di bonifica dei Materiali contenenti Amianto (M.C.A.). Diverso sarebbe se le Amministrazioni Comunali aiutassero economicamente soprattutto le “fasce più deboli” che vorrebbero intervenire ma che non hanno le possibilità economiche. Dal 2002, anno di avvio del C.R.A., l’A.S.U.R. e l’A.R.P.A.M. hanno effettuato una efficace formazione verso i cittadini e le imprese su come mappare i M.C.A. nelle loro proprietà aprendo Sportelli Informativi in tutta la Regione. Infine c’è da chiedersi: adesso che l’Amministrazione Comunale di Appignano sa dove sono presenti i manufatti con amianto (coperture e simili) verificherà se tutti coloro che sono risultati proprietari di manufatti con presenza di amianto hanno ottemperato alle vigenti leggi in materia di custodia e manutenzione di M.C.A. per la cui inosservanza sono previste elevate sanzioni amministrative se non penali ?