Maffeo e Diomede Pantaleoni:
i grandi dimenticati
Convegno e libro per ricordarli

MACERATA - L'università ha deciso di dedicare un'iniziativa, il 10 novembre, al principe degli economisti italiani e al padre senatore. Sarà la professoressa Gabriella Saretto a ricordare questi storici personaggi. Discendenze illustri: Paolo Fresco, già presidente Fiat e la star di Hollywood, Tea Leoni, due anni fa ospite di Macerata

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Diomede e Maffeo Pantaleoni

 

di Maurizio Verdenelli

Ha fatto bene Unimc ad intitolare “I Grandi dimenticati: Diomede e Maffeo Pantaleoni” il convegno che si terrà il 10 novembre prossimo al Polo Pantaleoni. Un tema tradizionale per questa città Medea che ‘tradisce’ immancabilmente nella memoria i suoi figli migliori e che ora a 160 anni dalla nascita del ‘principe’ degli economisti italiani apprezzato da Joseph Schumpeter, affida al suo ateneo la sua riscoperta. A Macerata è ancora ‘palpabile’ la presenza di Maffeo, nato dal senatore Diomede e dall’irlandese Jane Isabella Massy Dawson, al cui nome è intitolata la residenza storica della famiglia Pantaleoni. Di ‘Villa Isabella’ parla la co-proprietaria, la professoressa Gabriella Saretto, docente al liceo ‘Giacomo Leopardi’ nel suo bel libro fresco di stampa (leggi l’articolo). Che sarà, anche questo, al centro del convegno promosso dall’ateneo.

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La prof.ssa Gabriella Saretto con Maurizio Verdenelli

Prof. Saretto, sono trascorsi anni da quando suo marito, l’indimenticabile dottor Antonio Parrino, acquistò insieme con un altro professionista maceratese, Villa Isabella: un pezzo di storia cittadina, luogo di scampagnate della comunità il lunedì dell’Angelo, nel parco….

“L’acquisto della casa non è avvenuto in maniera improvvisa, ma tra la firma del compromesso e l’atto finale di vendita sono passati tre anni di burocrazia, perché la Chiesa prima della revisione del Concordato, era sotto tutela dello Stato e non poteva vendere i suoi beni se non dopo l’approvazione del Ministero degli Interni”.

 

 

villa-isabellaTuttavia, ora, di quel pezzo di storia, lei è diventata la custode mentre la comunità locale pare essersi dimenticata di questo illustre maceratese, famoso più negli States che nella sua città natia… 

“Concordo, anche se Maffeo – come scritto nel libro – non è nato a Macerata, ma a Frascati nella villa Ruffinella del Re di Sardegna messa a disposizione di Diomede Pantaleoni”.

Quando circa vent’anni fa ebbe la cittadinanza onoraria di Montelupone dal sindaco Nazareno Agostini, l’allora presidente di Fiat, l’avvovato Paolo Fresco, nell’inaugurando teatro cittadino – tra i presenti Diego Della Valle e  Francesco Merloni- dichiarò che grazie alla parentela seppure indiretta (per via della nonna paterna) che vantava con Maffeo Pantaleoni ebbe per la prima volta credito ed aperture negli Usa quando ci andò a lavorare per la General Electric…. 

“Grazie dell’informazione. Maffeo ha avuto proposte per andare ad insegnare all’università di Chicago, ma, nonostante i tanti nemici, non ha mai voluto lasciare l’Italia”.

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Funerali di Maffeo Pantaleoni a Macerata

Il terremoto di un anno fa ha rovinato il timpano della cappella monumentale di Maffeo e le infiltrazioni rischiano di distruggerla… Ha lanciato l’allarme?

“ Dal 2010 cerco, con varie iniziative, di sollevare la coltre di indifferenza su questa questione. Il mio libro è l’ultima mia iniziativa al riguardo”.

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Tea Leoni

Leoni fa rima con Pantaleoni. Anzi con Tea Leoni…ci può raccontare come agganciò la star americana, ospite poi di Macerata (grazie a lei) la città aveva dato i natali ai suoi avi?

“Nel 2010 ho inviato un post sul profilo di Tea Leoni su Facebook e dopo sei mesi ho ricevuto la risposta; l’attrice pensava ad uno scherzo, ma, consultatasi con il padre, ha convenuto con lui di venire a visitare la casa dei suoi avi, ‘cosa’ realizzata nel 2015”.

Il suo libro sembra un doveroso omaggio alla memoria di un sito che non s’impone solo per bellezza: a Villa Isabella si sente ancora il passaggio di una vicenda familiare e storica davvero rilevante per l’economista dei due mondi?

“Il mio libro conferma la sua ipotesi. Tutto ha avuto inizio dalla mia curiosità sulle origini di questa casa suggestiva; poi ho scoperto la personalità straordinaria degli uomini della famiglia Pantaleoni e non ho potuto fare a meno di narrarne le vicende, la cui eco purtroppo è limitata e racchiusa dalle mura della mia casa”.


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