Ricostruzione, attesi 55mila progetti
Finora concessi 25 milioni di contributi

SISMA - Incontro organizzato da Confartigianato a San Severino per fare il punto sulla ripresa dopo il terremoto, e per spiegare come ottenere mutui e prestiti

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Ricostruzione, mutui e tasse: istruzioni per l’uso. Si può riassumere così l’incontro di Confartigianato, tenuto ieri pomeriggio nella sala Aleandri del teatro Feronia, gremita di pubblico, alla presenza del presidente provinciale Renzo Leonori, del presidente del settore edile Pacifico Berrè, del sindaco Rosa Piermattei, di Roberto Cecchi di Banca Adriatica. Sinora sono stati presentati circa 800 progetti per la ricostruzione, si stima che in totale saranno 55mila, di cui 10mila per la ricostruzione leggera. Al momento l’ufficio ricostruzione ha emesso 288 decreti di concessione di contributi, per una cifra totale pari a 25 milioni di euro, di cui 169 per delocalizzazioni temporanee, 119 per la ricostruzione. Nel sistema informatico Mude per gestire i progetti per ricostruzione ce ne sono 1.210 in istruttoria e 779 in compilazione. I danni totali per le Marche sono di circa 14 miliardi di euro. La scadenza per la presentazione delle domande è il prossimo 31 dicembre. “La complicazione più grave del sisma è la burocrazia – ha detto Renzo Leonori – incontri come questo servono per capire come accedere ai mutui per la ricostruzione, abbiamo posto il problema di prolungare il blocco dei mutui che altrimenti si ricominciano a pagare nel prossimo dicembre, abbiamo chiesto di prolungarlo un altro anno. Le aziende non sono ripartite, anche a causa della crisi portata dal terremoto. Altre criticità riguardano il pagamento dei contributi, la restituzione della busta paga pesante e la zona franca, la quale rappresenta un’opportunità importante, ma è complicato rientrarci”. Il sindaco di San Severino Rosa Piermattei ha spiegato: “Ringrazio Confartigianato per il suo impegno a San Severino e negli altri comuni, noi sindaci dobbiamo lottare uniti, ma abbiamo bisogno del supporto di associazioni come questa, perchè vedo che più si va avanti, più tutto diventa difficile e questo mi fa veramente paura”. Le complicazioni della ricostruzione le ha evidenziate Pacifico Berrè, del settore edile di Confartigianato: “I meccanismi della ricostruzione pesante non sono ancora del tutto chiari, per le nostre imprese il tetto superiore ai 150 mila euro per lavori, per cui è necessaria la Soa, rischia di tagliarle fuori. Veniamo da dieci anni di crisi nera nel settore delle costruzioni, avere questa attestazione rappresenta un costo alto per le piccole imprese locali, inoltre occorre dimostrare di aver fatto lavori da 50, 100, 150 mila euro in alcuni cantieri, cosa impossibile nelle nostre zone, per la crisi. Sinora le imprese hanno fatto piccoli lavori per tirare a campare. Ottenere la Soa è dunque difficile, sia per la parte finanziaria, che per la parte dei lavori svolti”.

1249f5f3-3ad1-44d9-a58e-1f7999542a65-325x183Per questo Confartigianato Macerata, sul proprio sito, ha fatto un portale, che mette in vetrina oltre 350 imprese locali, con scheda, caratteristiche e mezzi, per agevolare chi deve scegliere ditte a cui affidare la ricostruzione. “E’ una sorta di vetrina, si chiama Imprese per la ricostruzione, è una vetrina, un aiuto per le imprese – prosegue Berrè – è un canale dove cercare le aziende. Per la ricostruzione vanno rispettate al millimetro le regole ed il progetto, per evitare di correre il rischio che venga revocato il finanziamento, per chi fa il furbo. Bisogna presentare progetti ai comuni di competenza, per avere il permesso di costruire, devono essere conformi alla concessione originale dell’epoca di costruzione del fabbricato, altrimenti si blocca tutto”. Berrè è tornato a lanciare l’appello per evitare che le imprese locali siano tagliate fuori dalla ricostruzione: “Questo rischio è dietro l’angolo purtroppo, la legge 229 lo prevede e dunque secondo noi lo si deve fare, che per il 50 per cento gli inviti per la ricostruzione di edifici pubblici, siano per le imprese locali. In passato si è fatto ricorso al subappalto, a volte ci sono stati problemi, i nostri piccoli artigiani devono crescere e strutturarsi, alleandosi con altre imprese, le forme ci sono”. Molto tecnica e dettagliata la relazione di Roberto Cecchi, responsabile imprese di Banca Adriatica (ex Banca Marche). Cecchi ha spiegato come sia il danneggiato che le imprese debbano aprire conti correnti dedicati, per avere il contributo per la ricostruzione, presso le banche convenzionate. Le imprese affidatarie dei lavori che richiedono un anticipo del venti per cento dell’importo del contributo, dovranno presentare una garanzia fidejussoria. Con la Cassa Depositi e prestiti, entro il 30 ottobre le banche sottoscriveranno una convenzione, che mette loro a disposizione una cifra totale di 560 milioni di euro, per dare finanziamenti agevolati ai cittadini per il pagamento dei tributi dal 2016 al 2018, per i titolari di partita Iva ed attività agricole. Servono per coprire le cifre da versare il prossimo 16 dicembre, relative alle imposte dirette, le cifre richieste vanno comunicate alla propria banca entro il 7 novembre, esclusivamente con modulo F 24 cartaceo. “Insieme all’Abi le banche hanno chiesto che lo Stato faccia una legge per prorogare la sospensione dei mutui – ha detto Cecchi – altrimenti secondo la normativa vigente, quando la banca sospende il mutuo, il cliente diventa un cattivo pagatore, da segnalare immediatamente alla centrale rischi, cosa che le banche vogliono evitare”. Cecchi ha chiarito che le ordinanze attuali non prevedono un rimborso diretto al danneggiato, dunque ha sconsigliato di anticipare qualsiasi cifra. Ha chiarito che quando viene concesso un contributo per la ricostruzione, il danneggiato firma un finanziamento. Da ciò consegue che se i lavori sono fatti in modo diverso dal progetto, e viene revocato il contributo, sarà il cittadino stesso a rimborsare lo Stato. Anche nel caso l’impresa esecutrice dei lavori andasse in fallimento, il rischio del rimborso ricade sul cittadino. “Il direttore dei lavori dovrà controllare in modo maniacale, che i lavori siano realizzati in modo conforme al progetto approvato”, ha aggiunto Cecchi. Le ordinanze prevedono che saranno gli ingegneri dei vigili del fuoco, a fare i controlli su come saranno fatti i lavori per la ricostruzione.


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