Tagli alle Province, i presidi al governo:
“Così mettiamo a rischio gli studenti”
TASCHE VUOTE - I dirigenti delle scuole amministrate dall'ente fanno un appello perché siano garantiti i fondi necessari: "Sennò salta il funzionamento ordinario degli istituti"

Antonio Pettinari, presidente della Provincia
Luce spenta, termosifoni freddi, nessuna manutenzione e nessuna possibilità di adeguare sismicamente le scuole. È questo il futuro che temono i dirigenti dei licei maceratesi dopo il taglio ai fondi delle Province che nel decreto sugli enti locali sono 110 milioni a fronte dei 650 milioni necessari per scuole, strade e gli altri servizi essenziali che fanno capo alla Provincia. Un testo che sta per essere approvato e che ha scatenato la protesta del presidente dell’ente Antonio Pettinari e ora anche quella dei presidi delle scuole secondarie di secondo grado, che nei giorni scorsi si sono confrontati con lui e in una nota fanno appello al governo: «La riforma “Buona scuola” prevede che gli istituti siano aperti anche il pomeriggio e nel periodo estivo, così che diventino centri di promozione culturale e laboratori permanenti di educazione alla cittadinanza attiva. In che modo potremo mai raggiungere tale obiettivo se le province non riescono neppure a garantire il funzionamento ordinario?». Se il taglio si confermasse, dicono i dirigenti «sarebbe impossibile garantire i servizi fondamentali». Anche considerando che la Provincia quest’anno «ha dovuto far fronte alla drammatica situazione determinata dagli eventi sismici e meteorologici». Per questo tutti insieme i presidi chiedono «al governo di trovare le risorse necessarie perché le Province, confermate in Costituzione dopo il referendum dello scorso 4 dicembre, possano svolgere le funzioni fondamentali che la legge affida loro. Chiediamo con forza che venga tutelato il diritto allo studio e che i nostri ragazzi possano vivere in ambienti sani e sicuri» concludono i presidi.
Una delle più grosse idiozie commesse dalla politica è stata quella di avere cancellato le Province. Era una forma di governo a contatto con la gente, che poteva controllare da vicino e poteva intervenire sull’amministrazione provinciale, data la sua vicinanza.
Con la Regione la democrazia si è allontanata. Non sappiamo cosa fanno ad Ancona…
E’ la tendenza ormai scoperta dai potentati economici e politici: quella di eliminare la base dei cittadini dalla possibilità di controllo. Ci stanno facendo diventare schiavi, in mano ad un Grande Fratello.