Animali morti per il freddo:
allevatori terremotati costretti
a pagare lo smaltimento delle carcasse

MALTEMPO - Coldiretti: "Il maltempo sta aumentando ulteriormente l’enorme ritardo accumulato nella consegna delle stalle mobili richieste"
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I maialini morti dell’azienda di Albano Liberti

 

Con la nuova ondata di maltempo iniziano a morire gli animali sepolti dalla neve nelle zone terremotate, con il gelo che ha reso ancora più difficili le condizioni di vita per uomini e bestiame, anche a causa dei ritardi nella consegna delle strutture mobili. Alla protesta degli allevatori (leggi l’articolo) si aggiunge la denuncia di Coldiretti Marche, con le prime segnalazioni di pecore morte a causa del freddo. Intanto mentre le stalle già lesionate dal sisma rischiano di cadere sotto il peso della neve travolgendo quegli animali che non possono essere ospitati altrove. Dal Piceno al Maceratese, gli allevatori sono così costretti a tenere mucche e pecore all’aperto, in una situazione che nelle aree interne vede la neve ormai vicina al metro di altezza. “Al danno degli animali morti si aggiunge la beffa di dover pagare i costi di smaltimento delle carcasse”, così Coldiretti.

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La giovane imprenditrice agricola Jessica Sgalla ha aiutato a sgomberare le strade dalla neve con il suo trattore

“Il maltempo sta aumentando ulteriormente l’enorme ritardo accumulato nella consegna delle stalle mobili richieste per il sisma del 24 agosto. Strutture che si sarebbe dovuto ultimare entro il 9 gennaio ma che in realtà non sono state ancora completate o nemmeno consegnate. Alla Regione Marche è stato chiedto di “cambiare passo” e accelerare garantendo la realizzazione dei moduli, compresi quelli richiesti dopo il sisma di ottobre. Si tratta di oltre settecento tra container, tendoni-stalla e fienili”. Per liberare le aziende dalla neve e per garantire la circolazione anche nelle campagne sono stati intanto mobilitati i trattori della Coldiretti – tra i volontari anche la giovane Jessica Sgalla (leggi l’articolo) – attrezzati come spalaneve e come spandiconcime per la distribuzione del sale contro il pericolo del gelo. Evitare l’isolamento delle strade è necessario per consentire le forniture quotidiane del latte che deve essere munto tutti i giorni, ma anche per rifornire i mercati di verdure e ortaggi.



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