Suore in preghiera,
i ladri colpiscono al monastero
Spariti i soldi per il tetto
CINGOLI - Il colpo è avvenuto all'interno del convento delle monache di Santa Sperandia. Bottino i 6mila euro che erano nella stanza della badessa e servivano per la ristrutturazione del complesso. Indagano i carabinieri

Il corridoio del dormitorio del monastero. Il furto è avvenuto nella stanza della badessa
Furto al monastero di Santa Sperandia di Cingoli, rubati i soldi per pagare le spese di riparazione del tetto. E’ successo ieri sera intorno alle 18. Alcuni malviventi si sono intrufolati nella stanza della badessa del convento mentre le monache erano in preghiera e sono andati a colpo sicuro. La refurtiva ammonta a 6mila euro in contanti, un bancomat e altri documenti personali della stessa badessa. Le indagini sono affidate ai carabinieri di Cingoli.
I malviventi devono aver effettuato un sopralluogo nel monastero prima di compiere il colpo. E’ questa l’ipotesi dei carabinieri di Cingoli che stanno portando avanti le indagini sul furto. Secondo le prime ricostruzioni dei militari, i ladri si sarebbero intrufolati intorno alle 18 nell’ala del convento dove alloggiano le suore attraverso l’impalcatura utilizzata dai muratori per ristrutturare il tetto. I malviventi sarebbero quindi passati da una finestra nello stesso piano dove le monache stavano pregando nella cappella e, dopo aver messo a soqquadro la stanza della badessa, hanno preso 6mila euro, una carta del bancomat e altri documenti personali. Il colpo è stato velocissimo e silenzioso. Le sorelle, finita la preghiera, sono tornate nelle loro stanze ignare del furto. Solo quando la badessa è tornata nella sua camera sono stati avvisati i carabinieri di Cingoli. Nelle ultime ore i militari hanno sentito diverse persone e raccolto testimonianze, ma ancora non risultano esserci indagati. I soldi rubati sarebbero stati destinati a parte delle spese di messa in sicurezza della struttura, gravemente lesionata, e per cui la cittadinanza di Cingoli si è attivata con diverse opere di solidarietà negli ultimi mesi.
(Leo. Gi.)

La parte di tetto a rischio crollo
ora partirà una nuova raccolta fondi per i soliti fessi.
Squallore è un complimento
“Sto tetto non s’ha da fare.” La proprietà non paga, il vescovado o chi per lui mi sembra sintonizzato, si raccolgono le offerte dei cittadini di Cingoli e anche dall’estero e la madre badessa si li fa fregare. Nessuno l’ha avvertita che nugoli di briganti girano la penisola e tenere seimila euro in casa, pardon in convento, può provocare una strage? Ma questo convento che cadeva a pezzi prima del terremoto, adesso come sta messo?
Le somme donate vengono versate su un conto corrente (a tal fine viene dato un IBAN), in tal modo il benefattore può beneficiare delle deduzioni fiscali da esporre in sede di dichiarazione dei redditi. Forse la somma sottratta non ha nulla a che vedere con tali donazioni.
Secondo me le suore sono state fortunate perché, se i ladri avessero aspettato qualche giorno, avrebbero rubato di piu`. Ora la Badessa sa che i soldi e`meglio tenerli in banca.