La visita della Gelmini:
“Sospendere le tasse per 2 anni
Il decreto arrivato con ritardo”

SISMA - Il deputato ha raggiunto insieme al senatore Marco Marin Tolentino dove ha incontrato il sindaco Giuseppe Pezzanesi. Il primo cittadino: "Finora non abbiamo visto le risorse della Regione". Successivamente l'onorevole è stata a San Severino: "Occorre ripartire dalle scuole". Il primo cittadino Piermattei: "Ricostruiremo tutto e lo Stato pagherà". Nel pomeriggio Remigio Ceroni ha incontrato le associazioni di categoria: "I soldi nel decreto non bastano, ci sono più danni che nel'97"
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Da sinistra: Marco Marin, Giuseppe Pezzanesi e Mariastella Gelmini

 

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di Federica Nardi e Monia Orazi

(foto di Lucrezia Benfatto)

«Bisogna sospendere tutte le tasse almeno per due anni nei comuni terremotati, come fanno altrimenti imprenditori e commercianti?». Così l’onorevole Mariastella Gelmini che oggi pomeriggio è arrivata a Tolentino insieme al senatore Marco Marin per incontrare il sindaco Giuseppe Pezzanesi e le associazioni di categoria prima di partire per San Severino. «Il decreto? È arrivato con un bel ritardo – dice Gelmini – e Renzi non ha mai coinvolto il tavolo del Parlamento. Anche noi lo stiamo studiando adesso. Questa carenza di informazioni è spiacevole. Qui non ci sono colori politici ma solo l’emergenza. Bisogna trasformare i progetti in fatti concreti e per questo è necessaria una modifica al codice degli appalti altrimenti rischiamo che i soldi, ammesso che ci siano, non riusciremo a spenderli». La sospensione delle tasse anche secondo Marin «è una battaglia da fare, garantendo allo stesso tempo i fondi ai Comuni per i servizi essenziali». Le priorità di modifica del decreto integrativo pubblicato ieri sera in Gazzetta ufficiale le detta Pezzanesi e sono condivise anche da imprenditori e commercianti: «Bisogna rendere chiare le tempistiche perché ci mancano periti per le schede Aedes – dice il sindaco – chiarire per quali classificazioni c’è il risarcimento perché anche chi ha casa agibile con danni potrebbe non permettersi i lavori, riportare le attività nei centri storici con un sostegno al reddito e permettere a chi vuole di arrangiarsi con una casetta o una roulotte». Punto, questo, particolarmente delicato in un momento in cui «sugli affitti e i prezzi delle roulotte – dice Pezzanesi – si sta facendo del vero sciacallaggio». A oggi comunque dei fondi previsti nel decreto alla Regione «ne sono arrivati solo una parte – dice Pezzanesi – e noi ancora non abbiamo visto risorse. Ma data la situazione drammatica andiamo avanti: stiamo allestendo tre cucine da campo e una tensostruttura per 250 persone, che non costa poco».

Da sinistra: Remigio Ceroni e Francesco Colosi, presidente del Consiglio comunale di Tolentino

Da sinistra: Remigio Ceroni e Francesco Colosi, presidente del Consiglio comunale di Tolentino

Sulla questione economica era intervenuto poche ore prima anche il senatore Remigio Ceroni con una proposta condivisa anche dal presidente provinciale di Confindustria Gianluca Pesarini: «L’Italia ha trattato con l’Ue un indebitamento di 3,4 miliardi ma nel decreto c’è poco più di un miliardo. Non basterà nemmeno per far fronte all’emergenza, ci sono molti più danni che nel ‘97». Tra le criticità però emergono anche proposte: «Abbiamo 5mila case invendute nel territorio – ha detto il senatore – Lo Stato le acquistasse e le mettesse a disposizione dei terremotati per qualche anno». Una soluzione che farebbe «ripartire l’economia – dice Pesarini – tante imprese edili sono in crisi di liquidità. In questo modo potrebbero mettersi in regola con lo Stato e partecipare ai prossimi bandi per la ricostruzione. Altrimenti si desertifica il territorio. La paura si è scatenata come uno tsunami in tutti i settori». Come hanno ribadito anche Renzo Leonori e Fabio Mazzocchetti, rispettivamente presidente provinciale e locale di Confartigianato: «Per l’entroterra servono soluzioni veloci – hanno detto – Se scompaiono le piccole attività non tornerà più nessuno».

gelmini san severinoSAN SEVERINO – Subito dopo la visita a Tolentino l’onorevole Gelmini ha raggiunto la città settempedana dove si è svolto un incontro con gli studenti dell’Itis Divini che hanno organizzato, insieme a Barbara Cacciolari, un convegno per parlare di sicurezza scolastica, a cui sono intervenuti anche i senatori Marco Marin e Remigio Ceroni, oltre ad Antonio Morelli del comitato vittime della Scuola di San Giuliano, crollata 14 anni fa, l’arcivescovo Brugnaro, il sindaco Rosa Piermattei, consiglieri di maggioranza ed opposizione. «Sono voluta venire a vedere la situazione con i miei occhi, di fronte a questa tragedia non esiste colore politico, ma la necessità e l’urgenza di dare risposte ai cittadini, di fronte all’emergenza dobbiamo darci una mano, la politica deve andare oltre l’improvvisazione del volontariato, spingendo sulla progettualità – ha detto la Gelmini -. Siamo disponibili a migliorare il decreto, ho un certo background avendo affrontato il terremoto dell’Aquila, occorre partire dell’edilizia scolastica». Secondo l’onorevole Gelmini «Si deve ripartire dell’edilizia scolastica, gli edifici sono datati, occorre ripartire dalla ricognizione degli stabili, molti sindaci si lamentano delle lungaggini burocratiche del nuovo codice degli appalti – ha detto Gelmini – chi è stato duramente colpito dal sisma non può avere il problema delle scadenze e delle tasse, occorrono due anni di sospensione dai tributi – ha ribadito -, lo chiederemo, dobbiamo condensare il buonsenso in un dato normativo, chiediamo suggerimenti ai sindaci, anche a Rosa Piermattei chiedo di inviare un documento, chiederemo conto delle risorse,  dei tempi in cui spenderle, dando priorità ad una ricostruzione che possa essere presa a modello». Rassegnata Rosa Piermattei: «Sono invisibile, ho bussato a tutte le porte, ricostruiremo le scuole con le nostre forze, sarò un fiume in piena, sinora ci sono stati 12 giorni solo di incontri e parole vuote, abbiate fiducia in me, andremo avanti a testa alta, ricostruiremo e lo Stato pagherà tutto, perché noi paghiamo regolarmente le tasse». Così si è espresso Antonio Morelli: «Se aveste accettato la nostra proposta di moduli gratuiti, presentata insieme a Cittadinanzattiva il problema della sicurezza scolastica sarebbe già risolto, anche da noi la scuola era agibile, ma mia figlia è morta in prima elementare». I ragazzi Itis hanno detto di voler restare a San Severino e di essere pronti a collaborare con tutti. Per l’Itis sono state messe a disposizione 12 aule all’istituto professionale, altri spazi nella sede Uteam, dalla dirigenza Itis giunta la richiesta di occupare una parte del plesso Luzio, da cui sono stati spostati gli alunni delle elementari, per evitare di delocalizzare una parte della scuola. La richiesta sarà valutata dall’amministrazione provinciale, il Comune ha messo a disposizione la scuola, nella stessa struttura si trasferiranno gli uffici comunali perché il palazzo comunale è inagibile.

(Servizio aggiornato alle 21,10)

 

Gianluca Pesarini

Gianluca Pesarini

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Da sinistra Fabio Mazzocchetti e Renzo Leonori

Ceroni incontra le associazioni di categoria

Ceroni incontra le associazioni di categoria

 

 



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