Tolentino, zona rossa:
sos dei commercianti
“Vogliamo lavorare”

SISMA - Quattro i negozi chiusi in centro storico anche se agibili. Nel quartiere di viale Vittorio Veneto si passa a piedi ma difficilmente con l'auto. Il titolare del forno Giorgio Santecchia: "Abbiamo paura di restare soli. Di solito batto oltre 100 scontrini al giorno, ieri solo 30"
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Transenne nel centro storico di Tolentino

Transenne nel centro storico di Tolentino

 

di Federica Nardi

Le zone rosse e il rischio crolli stanno mettendo ko i commercianti di Tolentino che in quelle vie hanno i negozi agibili ma sotto la minaccia di chiese o palazzi pericolanti. Hanno paura ma vogliono lavorare. Come in viale Vittorio Veneto, che non è tutta zona rossa ma dopo il 30 ottobre è diventato un quartiere «spettrale – dice il titolare del forno Giorgio Santecchia – non c’è più nessuno. Di solito batto oltre 100 scontrini al giorno, ieri solo 30». Nel quartiere, a pochi minuti dal centro, la mattina del 30 ottobre il terremoto ha buttato giù una palazzina e aperto crepe in quasi tutti i palazzi. Il negozio di Santecchia però, come altri nella zona, è agibile ma ora rischia il tracollo economico se il decreto non darà una mano ai negozi colpiti dallo spopolamento post sisma. «Abbiamo paura di restare soli – dice Santecchia – Anche se grazie al tam tam su Facebook qualcuno sta tornando. Spero che nel decreto ci sia qualcosa per noi. Voglio solo lavorare anche se ho paura delle scosse. In questo quartiere siamo disagiati in un modo spaventoso, abbiamo tantissime spese ma le persone sono andate via. Chiediamo all’amministrazione almeno di cambiare il senso di marcia in viale Vittorio Veneto in modo che le auto possano circolare, dato che all’ingresso del viale, dove c’è il passaggio a livello, la strada è chiusa a causa di una palazzina pericolante». Anche nel centro storico di Tolentino la chiusura di via Filelfo e di altri vicoli, minacciati dal cedimento strutturale della facciata della chiesa di San Francesco e dal rischio crollo di altre palazzine, ha costretto ben quattro attività a chiudere in attesa dei lavori, anche se i negozi «sono agibili – dice la presidente del comitato dei commercianti del centro storico Monica Fammilume -. Il Comune, la Regione o lo Stato si devono sbrigare a mettere la zona in sicurezza. I titolari vogliono andare avanti. Qui in centro chi ha potuto ha riaperto subito per far vedere alle persone che ci siamo. Non vogliamo fare la fine dell’Aquila – conclude Fammilume – con il centro storico svuotato. Vogliamo continuare a vivere».

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