Ospedale di Amandola inagibile,
disposta l’evacuazione

TERREMOTO - L'assessore regionale Sciapichetti: "Chiariamo fin da subito che tutti i servizi saranno mantenuti"
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Boldrini Amandola 5

 

ospedale_amandola-2L’ospedale di Amandola è stato  dichiarato inagibile per problemi strutturali. Ulteriori verifiche effettuate ieri dai tecnici dell’Università di Pavia hanno riscontrato lesioni e problemi e classificato tutta la struttura come E. “E’ seriamente danneggiato, verrà evacuato. Cercheremo di dare una risposta già nell’immediato con dei moduli per  servizi alternativi. Ma sia chiaro: non verrà in alcun modo smantellato. La popolazione può stare tranquilla”. Sono queste la parole dell’assessore regionale alla Protezione Civile Angelo Sciapichetti.

Fino alla tarda mattinata di oggi il personale medico del punto di primo intervento ha continuato a lavorare nei locali che erano ancora utilizzabili.  Il tutto con grande spirito professionale nonostante le continue scosse di terremoto. Tra questi il direttore sanitario della struttura, lo staff infermieristico e il dottor Gaetano Massucci, impegnato in prima linea.  Nella tarda mattinata la comunicazione ufficiale. Assessore Sciapichetti che rimarca:”Chiariamo fin da subito che tutti i servizi dell’ospedale di Amandola saranno mantenuti nel modo più assoluto, l’ospedale rimarrà, con tutti i servizi. Non appena abbiamo appreso dell’inagibilità, ieri sera, ci siamo immediatamente attivati per trovare qualsiasi soluzione possibile per evitare ogni interruzione dei servizi. L’ospedale è e rimarrà dov’è“.

Per le principali attività già oggi si monteranno due tende pneumatiche messe a disposizione dalla croce rossa regionale, reperite tramite la protezione civile, dove verrà garantita la parte dell’emergenza (punto di primo intervento, Potes, continuità assistenziale, punto prelievo, point of care). Inoltre sono in arrivo 4 moduli sanitari, forniti dalla protezione civile, che sostituiranno le due tende, per il ripristino delle funzioni di Punto di primo intervento, la continuità assistenziale, il punto di prelievo e assistenza infermieristica e per l’attesa dei pazienti. Inoltre i moduli conterranno anche i medici di medicina generale e pediatri di libera scelta e la telemedicina in collegamento con l’Inrca. Nei moduli saranno garantite le attività ambulatoriali normalmente erogati nel vecchio ospedale (ad esempio vaccinazioni), compresa la diagnostica tradizionale.

“La verifica sulla struttura dell’Ospedale di Amandola – spiega il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli – ha purtroppo dato l’esito peggiore che ci potessimo augurare: l’inagibilità grave dopo le recenti scosse. Ma non vogliamo rinunciare ai servizi . Già nelle prossime 48 ore arriveranno tensostrutture , garantendo la presenza di un’ambulanza , 118 e punto di primo intervento, quindi i servizi essenziali .Grazie alla Protezione Civile nazionale nelle successive 48 ore arriveranno quattro moduli da 40 metri quadri ciascuno per ripristinare gran parte delle attività ambulatoriali. Nel terzo passaggio faremo arrivare le tecnologie: riportiamo il servizio di dialisi, molto importante per il territorio e probabilmente la risonanza magnetica. Sostanzialmente in un mese riporteremo la funzionalità e la completa operatività , perfino il bar. Riusciamo a coprire tutti i servizi ma non subito le degenze. Per questo , nello stesso periodo, attiviamo un gruppo di lavoro negli uffici regionali per approfondire la strategia sull’ospedale: capire cioè cosa serve, l’entità e la durata dei lavori per ripristinare e riparare i danni o se invece sarà necessario e conveniente costruire una nuova struttura, cioè uno spazio nuovo con le caratteristiche adeguate. La strategia non è condizionata dalle risorse perché quello che non è previsto dal decreto governativo per il terremoto sarà assicurato da bilancio regionale. Ma è necessario un percorso tecnico di comparazione per trovare la soluzione più adeguata, disporre di tempi, costi e risorse per poter decidere di riportare le degenze. A seconda dei tempi, se di ripristino o di costruzione, si potrà valutare se le degenze saranno riportate temporaneamente in strutture mobili oppure attendere ragionevolmente per la sistemazione in una nuova struttura”.



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