Mucche stressate dalle scosse,
ko la produzione di latte

SISMA - Lo segnala la Coldiretti, soddisfatta, comunque, dal provvedimento del Consiglio dei ministri che ha fissato un contributo di 400 euro a capo. Verranno raddoppiate le 200 stalle mobili ed i 70 moduli abitativi previsti dai bandi regionali e anticipati i finanziamenti europei
- caricamento letture


terremoto-penna-san-giovanni-4

 

Per effetto delle 22.700 scosse che stressano gli animali dal 24 agosto la produzione di latte negli allevamenti delle aree terremotate è crollata del 30% mentre sono aumentati i costi di gestione nelle stalle distrutte, inagibili o lesionate e quelli per la consegna del latte a causa delle strade dissestate ma crescono anche i rischi per mandrie e greggi senza più ricoveri di essere preda di animali selvatici e lupi o degli sciacalli. A sottolinearlo è la Coldiretti Marche, che esprime apprezzamento per il provvedimento varato dal Consiglio dei ministri su proposta del ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, che prevede la copertura del mancato reddito delle imprese di allevamento con un aiuto per gli aiuti per gli animali allevati dalle pecore ai bovini per i quali è fissato un aiuto di 400 euro a capo con l’aumento degli stanziamenti da 1 a 10 milioni per gli allevatori colpiti, nonché anticipi sui contributi europei per far fronte alle esigenze di liquidità mentre verranno raddoppiate le 200 stalle mobili ed i 70 moduli abitativi previsti dai bandi regionali in dirittura di arrivo.

Ora occorre vincere insieme la battaglia contro la burocrazia per fare in modo che gli aiuti arrivino al più presto ad agricoltori ed allevatori che rischiano di chiudere per sempre se non si creano le condizioni per restare sul posto, garantendo vivibilità e operatività per accudire il bestiame e dare continuità alle attività produttive. Serve una corsa contro il tempo per dare la possibilità agli allevatori di stare vicino ai propri animali con container, roulotte o moduli abitativi ma servono anche ricoveri sicuri per il bestiame con stalle, fienili e casolari lesionati, distrutti o inagibili.  Gli animali, sottolinea la Coldiretti, sono particolarmente sensibili ai cambiamenti ambientali che creano in loro uno stato agitazione con conseguenza riduzione della produzione di latte in mucche e pecore che rappresentano la spina dorsale dell’attività di allevamento nelle zone colpite dal sisma. Oltre l’80 per cento delle strutture agricole e zootecniche delle zone terremotate marchigiane controllate presenta danni, mettendo a rischio un settore determinante per l’occupazione e l’economia di questi territori ma, sottolinea la Coldiretti, alimenta anche un fiorente indotto agroindustriale con caseifici, salumifici e frantoi dai quali si ottengono specialità di pregio famose in tutto il mondo che sostengono che il flusso turistico che, tra ristorazione e souvenir, è la linfa vitale per la popolazione.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
-





Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X