Sfollato l’arcivescovo Brugnaro:
“Curia totalmente inagibile”
Ora è all’ex seminario Allevi
SISMA - Il monsignore: "Siamo rientrati per prendere soltanto piccole cose, c'è la minaccia del campanile della cattedrale". Senza casa anche l'ex sindaco Dario Conti: "Mi preoccupo per i miei gatti". Tra i senza casa anche studenti del Camerun: "Non ce ne andiamo"

Vasco Errani col sindaco Gianluca Pasqio e l’arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro
di Monia Orazi
Tutta la curia di Camerino è inagibile, l’arcivescovo monsignor Francesco Giovanni Brugnaro ed i sacerdoti che vivono nel palazzo arcivescovile sono sfollati. In questi giorni di emergenza dormono all’ex seminario Allevi, che ospiterà parte degli uffici diocesani, mentre altri andranno all’eremo del Beato Rizzerio a Muccia, recuperato dai danni del terremoto del 97. “La curia è totalmente inagibile – racconta monsignor Brugnaro – siamo rientrati per prendere soltanto piccole cose, c’è la minaccia del campanile della cattedrale, la minaccia del vescovado. I due collegi universitari sono inagibili completamente. Gli studenti se ne sono andati. In momenti come questo bisogna soltanto rimboccarsi le maniche e lavorare per ripristinare una situazione di normalità”.
Per i collegi l’arcivescovo ha espresso la volontà di provvedere ad un intervento, per permettere agli studenti ospitati, di riprendere a frequentare regolarmente le attività universitarie. In questo momento la curia offre ospitalità ad alcune famiglie sfollate, all’eremo del beato Rizzerio a Muccia. Sfollata dal terremoto anche l’emittente diocesana Radio C1, ospitata dentro il palazzo arcivescovile. Il direttore Mario Staffolani e la giornalista Carla Campetella hanno dato in diretta l’annuncio della seconda scossa, spiega Campetella: “Per ora la radio è una postazione mobile in auto, noi continuiamo a lavorare, durante la seconda scossa mi è caduta addosso una colonna di cd, ho avuto paura, mi sono rifugiata sotto ad un tavolo mentre Staffolani ha detto in diretta ecco un’altra fortissima scossa”. Tra gli sfollati al centro Contram delle Mosse ci sono anche l’ex sindaco Dario Conti e l’ex assessore Sante Elisei. “Casa mia presenta delle lesioni e per ora sono qui, per me non è un disagio, ma mi preoccupo per i gatti. È una grande emergenza, noto che l’ospedale di Camerino funziona perfettamente”, ha detto Conti. Completamente inagibile casa di Elisei, vicina alla zona del carcere. “Io e la mia famiglia siamo sfollati – racconta l’ex amministratore – ho fatto domanda per rientrare e riprendere oggetti di prima necessità, speriamo che l’emergenza passi presto”.
Ne ha visti di terremoti l’ex vigile del fuoco Pierino Pinciaroli, originario di Loro Piceno, per 37 anni in servizio, di cui molti al distaccamento camerte. “Casa mia è inagibile – racconta l’uomo che si trova nel capannone Contram con la moglie – questo è il terremoto più brutto che abbia visto in vita mia, e pensare che ne ho vissuti parecchi, essendo stato vigile del fuoco. Ero a Gibellina nel 1968, quando c’è stato il terremoto del Belice, allora ho soccorso le persone, ma queste scosse sono state fortissime. Si erano spaccate persino le tombe al cimitero all’epoca. Io e mia moglie eravamo a casa, l’altra sera la scossa più forte ci ha sorpreso accanto alla finestra, l’ho abbracciata. Ho fatto tanti sacrifici, non mi resta più nulla, neanche una casa”. Non se ne andrà da Camerino un gruppo di studenti del Camerun, provenienti da un ateneo che ha un accordo di cooperazione con Unicam. “Sono d’accordo con il rettore Corradini, si deve guardare al futuro – afferma il professor Sanou Martin – qui a Camerino c’è la mia famiglia, i miei bambini, voglio restare ed andare avanti”. Sconosciuto il terremoto in Camerun, come spiega il giovane studente Cante Fozing: “Non avevo mai sentito le scosse in vita mia, dove abito non ci sono terremoti, siamo terrorizzati, siamo qui a studiare grazie ad un accordo di cooperazione internazionale, Unicam è un bell’ambiente, ci troviamo bene”. A raccontare il terremoto di Camerino al “Canal 2 international”, che trasmette in molti paesi dell’Africa ci sono i loro volti e le loro parole.





