La casa crolla:
“Bloccati una notte in cucina,
al buio senza via di scampo”
PIEVE TORINA - La famiglia Lucarini è rimasta per ore nella propria abitazione la notte del 26 ottobre: "Siamo vivi per miracolo, è venuto giù tutto ma non la stanza dove stavamo. Non abbiamo più nulla"

L’abitazione della famiglia Lucarini a Casavecchia di Pieve Torina

Milena Lucarini abitava nella frazione di Casavecchia di Pieve Torina
di Sara Santacchi
(Foto di Lucrezia Benfatto)
Una notte al buio, nella paura, con le scosse che non si fermavano, bloccati in cucina con la casa crollata. «Siamo salvi per miracolo» sono le prime parole con cui la famiglia Lucarini di Pieve Torina, ricorda la terribile notte del 26 ottobre in cui ha perso tutto. Una famiglia rimasta completamente isolata per tutta la notte nella propria abitazione nella di frazione Casavecchia Alta, di Pieve Torina. Senza luce, vie di fuga, linee telefoniche e l’angoscia che un’altra scossa potesse buttare già anche l’unica parte di casa rimasta in piedi. «La nostra abitazione non c’è più – spiega Milena Lucarini –. Dopo la prima scossa insieme ai miei fratelli e la loro famiglia, nonché i nostri genitori, avevamo deciso di stare tutti insieme ed eravamo in cucina. Alle 21,20 è stato terribile: abbiamo letteralmente sentito e visto la nostra casa cadere a pezzi e salvarsi solo la stanza in cui eravamo noi. Se il terremoto fosse arrivato di notte, non si sarebbe salvato nessuno di noi». Momenti di grande angoscia in cui hanno cercato di ripararsi sotto al tavolo o come potevano per poi uscire in strada: «I bambini hanno avuto tanta paura – racconta Milena Lucarini – papà è con l’ossigeno e non sapevamo come portarlo fuori, ma una volta in strada ci siamo resi conto di non avere via di scampo perché era crollato tutto e l’unica strada percorribile in auto era stata ricoperta dalle macerie: abbiamo solo sperato che non arrivasse un’altra scossa, in attesa del mattino e dei soccorsi». Le prime luci dell’alba hanno portato alla luce anche quello che il buio aveva nascosto. «Non abbiamo più niente».
Da escludere l’ipotesi di spostarsi sulla costa o trovare una soluzione alternativa lontana da Casavecchia dal momento che la famiglia Lucarini è proprietaria di un’azienda agricola che conta centinaia di animali e due stalle. Per questo la notte scorsa il riparo è stata una casetta di legno vicina e una tenda: «Ci siamo arrangiati come potevamo, ma inizia a fare freddo e dovremo stringerci perché in tenda è impossibile dormire. Oggi ci siamo fatti coraggio e siamo andati a recuperare il nostro pesciolino rosso visto che mio figlio di sei anni da due giorni mi chiede di lui». Una situazione che può considerarsi solo momentanea in attesa di una soluzione definitiva: «Stiamo pensando di affittare una roulotte o un camper – conclude Milena Lucarini – Da qui non possiamo muoverci, c’è il nostro lavoro, l’azienda per cui i miei genitori hanno fatto tanti sacrifici, non possiamo abbandonare tutto».

Una delle abitazioni di Casavecchia di Pieve Torina


































Grande Milena vi siamo vicini forza un grande abbraccio a voi e al piccolo Nicola
Grazie a Cronache Maceratesi per dare come sempre voce a tutto il territorio!
Voi siete una famiglia meravigliosa siamo con voi
Forza
la mia più profonda solidarietà all ‘amico augusto lucarini e la su famiglia che conosco da sempre
Siamo una piccola comunità le cui case sono state rase al suolo dal sisma del 28/10/2016 nel comune di Fiastra (MC) chiediamo solo un “mi piace” a questa pagina Noi di San Lorenzo in Colpolina