Vuole 500 euro per testimoniare,
casalinga rinviata a giudizio
IN AULA - Sotto accusa per tentata concussione una 42enne. Ad una conoscente avrebbe chiesto del denaro altrimenti non si sarebbe presentata in udienza
Una casalinga avrebbe chiesto 500 euro per testimoniare ad un processo: è stata rinviata a giudizio per tentata concussione. Nei guai una donna di 42 anni, campana, che è sotto accusa al tribunale di Macerata. Questa mattina per la donna, Raffaella Acampora, si è svolta l’udienza preliminare davanti al giudice Domenico Potetti. Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Cristina Polenzani, la donna era stata inserita tra i testimoni di un processo dove era parte in causa una sua conoscente, dipendente dell’Asur. La donna avrebbe chiesto alla sua conoscente il pagamento di 500 euro per essere presente all’udienza (fissata per il 18 luglio del 2014) e testimoniare. In caso contrario, dice l’accusa, non si sarebbe presentata. La donna però si era rifiutata di pagare e aveva denunciato la testimone. Acampora, proprio perché avrebbe chiesto il denaro in qualità di testimone, è finita sotto accusa per tentata concussione. I fatti contestati sarebbero avvenuti a Recanati. Oggi la casalinga è stata rinviata a giudizio, il processo si aprirà al tribunale di Macerata il 28 febbraio. La 42enne è difesa dall’avvocato Gianluca Paolucci. La dipendente Asur si è costituita parte civile, assistita dall’avvocato Alessia Pepi.
(Gian. Gin.)
