Scuola d’albanese in biblioteca
MACERATA - Inaugurato nei locali della Mozzi Borgetti il nuovo corso dedicato ai figli dei migranti e a chi sia interessato a imparare la lingua del Paese balcanico. Ervin Cakerri, presidente dell'associazione Iliria: "Necessaria per non perdere e diffondere la nostra tradizione e cultura"

La presentazione della scuola di lingua albanese nella sala Castiglioni

La bandiera albanese all’ingresso della biblioteca Mozzi Borgetti
di Marco Ribechi
Una scuola di lingua albanese nel cuore di Macerata. Ospiterà i figli dei migranti del Paese balcanico ma anche tutti quelli che desiderano allargare i propri orizzonti culturali nel rispetto dei valori di integrazione e reciproca conoscenza. Un’ora di lezione di lingua alla settimana nei locali della biblioteca comunale Mozzi-Borgetti, messa a disposizione dall’amministrazione comunale. L’iniziativa si deve alla collaborazione dell’associazione culturale Iliria, che promuove la cultura albanese, con il Comune che ha agevolato con entusiasmo l’operazione. «Il nostro scopo principale è insegnare la lingua madre ai nostri figli per mantenere vive le tradizioni e i valori della nostra terra – spiega Ervin Cakerri, presidente dell’associazione – Tramite loro però vogliamo promuovere l’integrazione, l’apertura, la conoscenza reciproca. Non sarà un luogo di isolamento ma al contrario vogliamo aprirci alla città».

Da sinistra l’assessore Stefania Monteverde, Ndue Lazri e Ervin Cakerri
Proprio con questo obiettivo è stata scelta la sede, nella biblioteca, casa di tutti coloro che vogliono studiare e progredire tramite la cultura. «In Albania il primo giorno di scuola è sempre una festa – spiega Ndue Lazri, presidente della confederazione delle associazioni albanesi in Italia – E’ un onore aprire una scuola qui in Italia, la patria della cultura. Imparare una lingua, qualsiasi essa sia, è sempre una ricchezza, serve per scambiare valori culturali tra i popoli. A Macerata la comunità albanese è molto ben integrata. Voglio ringraziare anche i genitori che hanno avuto il desiderio di iscrivere i propri figli». A Macerata ci sono circa mille albanesi, la scuola è l’unica della provincia e ad oggi ha 10 iscritti.
Dopo l’inno albanese e l’inno italiano la parola agli amministratori della città.

Il sindaco Romano Carancini con una delle due insegnanti del corso
«Mi sono emozionata nel sentire gli inni – dice l’assessore alla cultura Stefania Monteverde – Ho ripensato a una parte della mia famiglia che vive in Australia da circa 50 anni; anche loro hanno mantenuto viva la loro italianità grazie alle scuole di lingua. Il Comune ha accettato con grande piacere le richieste dell’associazione Iliria». «Nessuno come il popolo italiano conosce l’importanza delle radici – ha aggiunto il sindaco Romano Carancini – E’ un popolo di migranti che hanno sempre mantenuto forte il legame con il paese d’origine. Siamo anche gemellati con la città di Kamez (leggi l’articolo), Macerata vi vuole bene». Al termine della presentazione, dopo l’intervento dei rappresentanti delle associazioni di Pesaro, Fermo, Senigallia e Reggio Emilia è arrivato anche il messaggio dell’ambasciatore dell’Albania a Roma che ha annunciato che il 30 ottobre verrà in visita a Macerata per conoscere la nuova scuola.







