La ex nel mirino,
stalker condannato
PORTO RECANATI - Un 48enne era sotto accusa al tribunale di Macerata per una serie di episodi: tra pedinamenti, appostamenti. Il giudice ha deciso una pena di 10 mesi per l'uomo e 15mila euro di risarcimento alla parte civile
I pedinamenti, gli insulti, il tentativo di entrare dentro casa: erano state diverse le denunce di una donna verso l’ex marito, un 48enne di Porto Recanati, che ieri è stato condannato al tribunale di Macerata per stalking: 10 mesi e 15mila euro di risarcimento alla parte civile (ossia la moglie, che si era costituita al processo, assistita dall’avvocato Linda Cavalieri). I fatti che vengono contestati all’uomo, che lavora come cameriere, sarebbero cominciati nel dicembre del 2009 e proseguiti anche nel 2010. All’epoca la coppia si stava separando e, dice l’accusa, in quel periodo sarebbero cominciati comportamenti persecutori nei confronti della donna. L’uomo avrebbe iniziato a pedinarla, si sarebbe appostato vicino alla sua abitazione, a volte, di notte, sarebbe entrato nel giardinetto della casa. L’uomo avrebbe inoltre fatto telefonate a persone che conoscevano la donna, insultandola. La coppia aveva avuto un figlio e anche lui, per l’accusa, era stato vittima di stalking da parte del 48enne. In particolare il bambino trovava il padre sull’autobus che lo portava a scuola e, riferendosi alla donna, gli diceva cose come «gliela farò pagare. Ho la registrazione, la manderò in galera». La donna aveva denunciato una serie di presunti episodi che sono stati oggetto del processo che si è chiuso ieri davanti al giudice Giovanni Manzoni del tribunale di Macerata. L’imputato, difeso dall’avvocato Gianluca Brizi, è stato condannato per l’accusa di stalking alla moglie. E’ stato invece assolto dalla medesima accusa nei confronti del figlio minorenne.
(Gian. Gin.)
