Villa Spada, l’allarme dell’opposizione:
“Bando irregolare,
l’ordine diffida gli architetti”
TREIA - La minoranza mette in guardia sul testo promosso dalla Giunta per il riqualificazione dell'illuminazione "E' finito sotto la lente del Consiglio nazionale degli Architetti pianificatori, paesaggistici e conservatori. L'ordine ha invitato a ritirare i progetti qualora fossero già stati presentati"
Recupero di Villa Spada, opposizione all’attacco a Treia. I consiglieri comunali Andrea Mozzoni e Gianluca Gagliardini di Meritiamo Treia e Daniela Cammertoni e Francesco Sassaroli di Il futuro nel cuore mettono in guardia sul bando emanato dall’amministrazione per il nuovo progetto di illuminazione che dovrebbe valorizzare il sito storico. Un bando pubblicato lo scorso 6 luglio che sarebbe già andato deserto alla scadenza del 9 settembre e per questo prorogato fino alla data di oggi
«Il testo sul progetto di ricerca adottato dalla Giunta a titolo gratuito e senza chiari criteri di valutazione – scrivono i consiglieri – è finito, infatti, sotto la lente del Consiglio nazionale egli Architetti pianificatori, paesaggistici e conservatori (Cnappc) e di conseguenza dell’Ordine degli Architetti (Appc) della Provincia. Nelle note diffuse degli stessi, emerge come nell’avviso si rilevi “una pratica anti-concorrenziale scorretta e distorsiva dei normali equilibri di mercato”, oltre a una procedura di appalto con “prescrizioni che contravvengono a disposizioni deontologiche”, esponendo i partecipanti “a una segnalazione ai rispettivi Consigli di disciplina dell’Ordine di appartenenza”».
«Ne è derivata perciò – continua la nota “una diffida a partecipare all’avviso pubblico”, tanto che chi avesse già presentato un progetto «è pregato di ritirarlo immediatamente». A questo fatto grave si aggiunge il continuo fumo sugli occhi dei treiesi, invece di ammettere l’incapacità di recuperare il bene storico e di mantenere l’esosa promessa di riqualificazione di Capponi. Illusione a solo scopo elettorale che ha tarpato le ali già in passato a ogni possibile iniziativa privata. Inoltre, le ordinanze emesse a seguito del terremoto del 24 agosto, con le quali si dichiara inagibile parte del complesso (ex casa del giardiniere e loggiato annesso al parco) e si ordina il divieto di accesso e di uso dei locali di Villa Spada (piano primo e piano terra) aumentano i dubbi sulla sicurezza dell’area e sull’urgenza di prorogare un avviso pubblico dal contenuto discutibile. Atti che non impediscono, tuttavia, la programmazione di eventi che, seppur meritevoli, sono strumentalizzati dalla giunta al motto di “Panem et circenses” di fronte alla realtà. 1,2 milioni per l’utilizzo del parco ma per la struttura ancora nessuna soluzione.

