Palazzo Ricci entra in Macerata Musei
Carancini: “Giornata storica per la città”

MACERATA - Firmato questa mattina il contratto di comodato con cui la Fondazione Carima affida all’Amministrazione comunale la gestione diretta. La collezione d'arte italiana del Novecento integrerà la rete civica museale. Il bando per la gestione nel 2017. Il sindaco: "Raddoppiate le risorse per per la rete museale. Ci porterà ad un'offerta di livello internazionale"
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Il presidente della Fondazione Carima Rosaria Del Balzo Ruiti, il sindaco Romano Carancini e l ‘assessore alla Cultura Stefania Monteverde firmano l’accordo per la cessione di palazzo Ricci (foto Benfatto)

 

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(Foto Benfatto)

di Claudio Ricci

Una giornata storica. Dopo tanti anni arriva finalmente l’abbraccio tra Palazzo Ricci e la città”. Con un velo di commozione, dovuta anche alla scomparsa di Franco Grasso, il sindaco Romano Carancini mette al collo della rete museale cittadina il diamante di Palazzo Ricci. Questa mattina è stato firmato il contratto di comodato  con cui la Fondazione Carima affida all’Amministrazione comunale di Macerata la gestione diretta del Museo. Dal 2017 quando sarà pronto il bando, la collezione d’arte italiana del Novecento sarà parte integrante del museo diffuso cittadino che comprende tra le sue perle lo Sferisterio, Palazzo Buonaccorsi, il teatro Lauro Rossi e a breve anche la rinnovata biblioteca comunale Mozzi Borgetti. L’abbraccio con la Fondazione Carima proprietaria dello stabile che affaccia su piazza Vittorio Veneto arriva dopo anni di discussioni, trattative e “momenti anche di raffreddamento” ammette il sindaco Carancini. “Sei anni fa abbiamo scelto di investire sulla bellezza e su un progetto di sviluppo turistico. Credo che questa firma sia il segnale che il lavoro di squadra sia vincente. Il grazie va alla presidente Rosaria Del Balzo Ruiti e a tutto il cda che hanno saputo sentire il desiderio della città”.

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La firma della convenzione tra Fondazion Carima e Comune di Macerata

La convenzione tra i due enti prevede che il Comune, beneficiario della cessione in comodato d’uso del palazzo e del museo, assume gli oneri dei servizi museali (garantendo l’apertura e la fruibilità della mostra di arte moderna durante tutto l’arco dell’anno) mentre alla Fondazione spetteranno gli oneri della sicurezza. Saranno condivise le spese delle utenze e le due istituzioni formeranno un comitato per la programmazione delle iniziative come mostre, eventi e prestiti delle opere. Opere oggi in larga parte depositate in alcune stanze al terzo piano del palazzo e che attendono in attendono la giusta valorizzazione da parte del futuro gestore che sarà individuato tramite bando.

 

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Alcune delle opere temporaneamente depositate nelle stanze del terzo piano aspettano di essere esposte e valorizzate (foto Benfatto)

Un investimento significativo che prevede il raddoppiamento delle risorse impiegate per la rete museale” – è il dato che si lascia sfuggire Carancini sull’entità della cifra stanziata dall’amministrazione per la gestione del museo – Ci sarà qualche esposto anche su questo” è la battuta del sindaco in riferimento al caso piscine Don Bosco (leggi l’articolo) – Ma solo i dissennati non potranno condividere questo investimento che porterà la città a qualificare la sua offerta a livello internazionale”. E sul bando in uscita anticipa: “Chiederemo una corresponsabilità in termini di investimento“. Parla di rilancio e sfida per la rete museale arricchita “con questo nuovo grande campione”, dice Carancini usando la metafora calcistica. “Non appena saranno finti i lavori all’auditorium San Paolo sarà nitida la visione che l’amministrazione ha di questa parte di città con il Park Sì a servizio distante 50 metri da qui”.

Palazzo Ricci, sede della Collezione di arte contemporanea

Palazzo Ricci, sede della Collezione di arte contemporanea

Rivendica “l’accelerazione finale” che ha portato alla firma della convenzione la presidente Del Balzo Ruiti. “Questo progetto – spiega –  si inserisce nella nuova politica della fondazione. Una fondazione 2.0 che non sarà più solo erogatrice di contributi in denaro. Ma sarà parte integrante dei progetti partecipando fattivamente, come già avvenuto con la cessione di palazzo Romani-Adami all’università e palazzo Galeotti all’accademia di Belle arti”.

La firma è l’epilogo di un percorso iniziato nel 2013 e ufficializzato nel 2014 con la richiesta del Comune di inserire il museo nel sistema integrato cittadino dei beni culturali. “E’ il tassello fondamentale di un progetto forte su cui abbiamo lavorato – commenta l’assessore alla Cultura Stefania Monteverde – Macerata musei è un sistema all’avanguardia dentro un distretto culturale che genera ricchezza, lavoro e welfare. Con Macerata Musei l’eccezionale collezione privata d’arte del 900 diventa patrimonio comune. Ora l’impegno è rafforzare il sistema della promozione della città e dell’accoglienza turistica, una sfida che ci vede pronti e uniti”.

Foto di gruppo con parte dell'amministrazione comunale e del Cda della Fondazione

Foto di gruppo con parte dell’amministrazione comunale e del Cda della Fondazione

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