Caos in Provincia, Morgoni:
“Atteggiamento indecente dell’Udc,
Pettinari è la vecchia politica”

LISTE INFUOCATE - All'indomani della bagarre con l'assessore Lippi il senatore dice la sua: "Comportamento sconclusionato e inappropriato, evidentemente l'Udc pensava di incassare i benefici dell'alleanza ma non si può solo mungere la vacca Pd". Sulla ricandidatura del presidente uscente: "Ha trattato per se stesso nel tavolo provinciale, un atteggiamento lontano dall'interesse collettivo". Il M5S di Macerata attacca: "Patetica agonia di professionisti della politica che non rappresentano più neanche loro stessi"
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La polizia provinciale ieri nei corridoi del palazzo

Il senatore Mario Morgoni negli uffici provinciali

Il senatore Mario Morgoni negli uffici provinciali

 

di Claudio Ricci

Zuffa provinciali: all’indomani della bagarre nel palazzo di corso della Repubblica (leggi l’articolo) il senatore del Pd Mario Morgoni interviene per spiegare i toni accesi con l’assessore Leonardo Lippi al momento della presentazione delle liste. Un battibecco nato da un’obiezione di Lippi (che ha chiesto l’intervento degli agenti della polizia provinciale presenti sul posto) sul perché il parlamentare si trovasse negli uffici dove i documenti dovevano essere consegnati entro le 12. Una presenza collegata, secondo Lippi e altri Udc presenti nella sede della Provincia (tra cui il vice sindaco di Porto Recanati Rosalba Ubaldi), al respingimento della lista del sindaco Franco Capponi presentata fuori tempo massimo dall’assessore di Treia David Buschittari e dal dipendente comunale Francesco Foglia. Una squadra, composta perlopiù da amministratori treiesi che avrebbe dovuto appoggiare quella Pd a guida Formica.

Il segretario Silvano Marchegiani ieri con la polizia provinciale

Il segretario Silvano Marchegiani ieri con la polizia provinciale

«Ero lì per sostenere il Pd in un momento delicato come la presentazione della documentazione per la competizione elettorale – dice Morgoni – Mai mi sarei aspettato qualcosa di sconclusionato ed inappropriato come la reazione dell’assessore. Segno di una destabilizzazione dell’Udc, con tanto di foto, video e persone che mi chiedevano nervosamente cosa fosse accaduto all’interno dell’ufficio. Una rappresentazione indecente che si sarebbero dovuti risparmiare. Evidentemente l’Udc si aspettava di incassare i benefici dell’alleanza. Un’ alleanza da cui Pettinari ha avuto benefici governando per 5 anni con i voti del Pd. Nel momento in cui però ha capito che non poteva più beneficiarne ha preferito attaccare il partito. Un atto che segna un evidente trasformismo e vittimismo. Non capisco lo spirito con cui l’Udc stia nell’alleanza regionale se non per mungere la mucca».

 

Antonio Pettinari, Angelo Sciapichetti e Mario Morgoni

Il presidente uscente Antonio Pettinari, con l’assessore Angelo Sciapichetti e Mario Morgoni

Morgoni attacca anche il modus operandi con cui il presidente uscente ha condotto la trattativa nel tavolo regionale per chiudere l’alleanza con i democrat e ricandidarsi alla guida dell’ente. «Pettinari ha trattato per candidare se stesso sul tavolo provinciale – commenta Morgoni – che è il contrario di quello che i cittadini rivendicano da una politica disinteressata e spassionata. Un’idea che dobbiamo superare, dimostrando distacco tra le questioni personali e gli interessi della collettività. Pettinari è la vecchia provincia, quella della politica. Oggi c’è un’Area vasta che mette in primo piano i sindaci. Ornella Formica è rappresentante esemplare di questa nuova realtà . Ora sta agli amministratori scegliere se marginalizzare ancora di più Macerata o avere il coraggio e il rischio di collocarsi in un nuovo scenario. Su questa scia non ho capito come si colloca la destra (il riferimento è a Saltamartini e Acquaroli). Avessero il coraggio di dire con chiarezza se sostengono Pettinari, sapendo però che nel risultato si leggerà chi è ostaggio della vecchia politica e chi invece avrà il coraggio di andare oltre».

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I consiglieri del M5S di Macerata Roberto Cherubini, Marco Alfei e Carla Messi

Sulla vicenda sferra l’attacco il Movimento 5 Stelle: «Siamo arrivati alla patetica agonia di professionisti della politica che non rappresentano più neanche loro stessi. Hanno iniziato una battaglia per accaparrarsi le poltrone in provincia: atteggiamento che ci appare quanto meno pietoso. Quelle province che si fingeva di eliminare fino a poco tempo fa ora stanno improvvisamente diventando l’obbiettivo di personaggi senza “stipendio politico” e la cosa che ci rattrista di più è che tali poltrone sono solo a “rimborso spese”. Un dubbio ci assilla: chissà cosa c’è nascosto dietro il rimborso spese e chissà perché queste corse affannate tra una zuffa e l’altra? Il M5S, nonostante rivendichi il suo ruolo di controllore dentro le istituzioni e nonostante il crescente consenso popolare, non partecipe­rà mai ad una gara pe­r un ente che si sare­bbe dovuto eliminare. Per questo motivo lascia con piacere la spartizione di quelle poltrone a chi ne ha bisogno. I cittadini capiranno questa scelta coerente e bolleranno definitivamente certi personaggi senza vergogna».

 



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