Inquinamento del basso Chienti,
Silenzi: “Serve un nuovo accordo”

CIVITANOVA - Il vice sindaco, che da presidente della Provincia propose la bonifica, dopo gli esiti della Commissione parlamentare d'inchiesta torna a rivolgere accuse contro Franco Capponi, che guidava l'ente quando saltò l'accordo di programma, e Antonio Pettinari. E poi lancia l'appello alla Regione: "Si deve attivare subito e devono essere coinvolte anche le aziende che hanno inquinato"
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Il basso bacino del Chienti

Il basso bacino del Chienti

 

di Laura Boccanera

«La Regione faccia presto un nuovo accordo di programma e si attivi subito, sul basso bacino del Chienti occorre ripartire subito e prevedere le somme necessarie nei bilanci. Si chiamino a contribuire anche le aziende che hanno inquinato». Torna a parlare della bonifica il vicesindaco di Civitanova Giulio Silenzi a pochi giorni dall’esito dei lavori della commissione parlamentare di indagine sull’inquinamento. Quella del basso bacino del Chienti è una vicenda che ancora non è andata giù all’ex presidente della Provincia che proprio in virtù di quel ruolo avviò l’accordo di programma facendo della Provincia di Macerata la capofila della bonifica poi sfumata. E questa mattina Silenzi ha ripercorso quegli anni, dal 1992 quando si scoprì che numerose aziende di produzione suole avevano contaminato la falda idrica producendo un “attentato all’umanità” come ebbe modo di dire in quegli anni un magistrato, fino al vulnus del 2009 quando tutto il progetto sfuma per la discrepanza fra progetto definitivo, bocciato dal ministero, e progetto preliminare. Una discrepanza di circa 7 milioni di euro. «In quegli anni la cultura prevalente era che l’ambiente era qualcosa a disposizione – commenta Silenzi – e fino al 2007 nessuno mosse un dito. Per questo proposi che la Provincia, sebbene non avesse competenza diretta in materia, divenisse capofila e aggregasse tutti gli attori». Silenzi ricorda poi i vari passaggi: il coinvolgimento degli industriali «che però quando fu il momento di tirare fuori la loro quota si tirarono indietro» fino ai passaggi per trovare i finanziamenti e approvare l’accordo di programma in una corsa contro il tempo per accedere ai fondi europei e permettere così di trovare i fondi ripartiti fra Regione e enti locali (il ministro Tremonti tagliò un milione di euro che aveva messo a disposizione per la bonifica).

L'assessore Giulio Silenzi

L’assessore Giulio Silenzi

E si arriva all’inghippo che bloccò per sempre tutto l’iter: «l’accordo di programma era stato approvato, i soldi per il progetto preliminare c’erano, ma quando Franco Capponi diventa presidente della Provincia tutto si ferma. Avvisai delle scadenze, ma fui lasciato solo, sia dal Pd di Morgoni capogruppo e anche i consiglieri civitanovesi di centrodestra non mossero un dito». Il resto è scritto anche nella relazione dell’inchiesta di indagine parlamentare e rimane un mistero capire perché la ditta che aveva vinto il bando si ritira e la seconda in graduatoria presenti un progetto definitivo da 10 milioni di euro, quando il preliminare parlava di 3,7 milioni. «La responsabilità non è della Provincia come ente astratto – aggiunge Silenzi – ma dei tecnici e dei presidenti, compreso Antonio Pettinari che nel 2011 non prende in mano la situazione e fa decadere l’accordo». Il vicesindaco ora lancia l’appello all’assessore regionale Angelo Sciapichetti: «non si aspetti la fine del monitoraggio dell’Arpam su 165 pozzi previsto ad ottobre, bisogna muoversi subito e predisporre fin d’ora le condizioni per portare a casa il risultato, altrimenti sarà l’ennesimo opera che non vedremo per altri decenni a venire».



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