Basso bacino del Chienti,
tutto da rifare per la bonifica

CIVITANOVA - Dopo 30 anni si riparte da capo. La Commissione di indagine parlamentare ha stabilito che occorre un nuovo tavolo tra Regione ed enti locali. Intanto l'Arpam dovrà stilare una perimetrazione, ad ottobre, dopo l'uscita del tratto elpidiense che ha già sanato la sua sponda
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La Commissione parlamentare

 

Il sindaco Corvatta assieme all'onorevole Renata Polverini

Il sindaco Corvatta assieme all’onorevole Renata Polverini

di Laura Boccanera

Tutto da rifare per la bonifica del basso bacino del Chienti. E’ quanto emerge dalla discussione di oggi, nella sala consiliare del Comune di Civitanova, alla presenza della commissione d’indagine parlamentare. Stabilito infatti un nuovo tavolo di lavoro fra Regione ed enti locali per arrivare ad un nuovo accordo di programma e trovare i fondi per il lavoro di bonifica. Ancora incerti i tempi e i costi. Tanti gli intervenuti alla seduta, presieduta dall’onorevole Renata Polverini, e che ha visto la presenza di numerose autorità, oltre al sindaco Tommaso Claudio Corvatta e l’assessore all’Ambiente Cristiana Cecchetti c’erano tra gli altri il senatore Mario Morgoni, componente della Commissione, l’assessore regionale Angelo Sciapichetti, il presidente della Provincia di Macerata Antonio Pettinari e quello della Provincia di Fermo Aronne Perugini, il direttore Arpa Marche Gianni Corvatta. Assente il presidente della Regione Luca Ceriscioli che la settimana scorsa è stato presente però per l’arrivo del ministro Maria Elena Boschi. Ad illustrare la relazione, anticipata ieri da Cronache Maceratesi, Mario Morgoni che ha presentato il lungo excursus dell’iter e l’impossibilità di partecipare da parte dello Stato alle spese di bonifica. «La presenza della commissione ci conforta – ha detto il sindaco Corvatta – significa che il problema è sentito, questa è una vicenda che ha fatto soffrire Civitanova, auspico che ai lavori seguano i fatti». Un appello alla concretezza fatto anche dall’assessore Cecchetti che ha ribadito la difficoltà di reperire i soldi per la bonifica da parte degli enti locali: «Questo non è un luogo di accuse reciproche – ha detto la Cecchetti – il declassamento da sito nazionale a regionale rimane ed è il nodo gordiano di tutta la vicenda. Al declassamento non ci fu opposizione. La bonifica spetta agli enti e qui si arriva al punto. Le disponibilità finanziarie per un bonifica così i Comuni non le hanno. Occorre concretezza».

A destra Gianni Corvatta Arpam

A destra Gianni Corvatta Arpam

Una concretezza che è arrivata anche da Gianni Corvatta dell’Arpam che ha sottolineato come i due progetti di bonifica, quello da 3,7 milioni di euro approvato e per cui c’era la disponibilità finanziaria e quello da 10 milioni, respinto e che ha fatto perdere l’occasione alla sponda maceratese del fiume, fossero legati a due filosofie diverse di governo del territorio. Il direttore dell’Arpam ha spiegato che in questo periodo è in corso la nuova perimetrazione della falda inquinata, ridottasi dopo la bonifica da parte della sponda elpidiense. Piccolo battibecco diplomatico fra il presidente della provincia Pettinari che ha cercato di difendere l’ente che rappresenta, la Commissione attribuisce in toto alla Provincia la responsabilità della mancata bonifica, e l’onorevole Renata Polverini. Pettinari ha sottolineato come vi fosse una filosofia diversa alla base del progetto definitivo da 10 milioni di euro, con la richiesta da parte del commissario prefettizio, dopo la caduta di Franco Capponi, di un incontro con il ministero. La Polverini ha risposto: «La Commissione è aperta all’audizione di tutti quelli che possono fornire indicazioni sul caso, non mi risulta che la Provincia abbia chiesto di essere ascoltata».

Antonio Pettinari, Angelo Sciapichetti e Mario Morgoni

Antonio Pettinari, Angelo Sciapichetti e Mario Morgoni

Il senatore Morgoni ha invece sottolineato che la derubricazione del sito da interesse nazionale a interesse regionale, avvenuta nel 2013, non è una nota positiva in questa vicenda e le ricadute sul territorio del mancato risanamento ristano gravi. Rispetto agli anni ’90 l’inquinamento è  sceso perché molte aziende hanno ammodernato i macchinari per il ciclo dei rifiuti pericolosi e anche la natura ha fatto il suo corso per il ripristino dello status quo. «Ora abbiamo una nuova occasione di riscatto – ha detto il senatore – e il territorio merita di essere valorizzato, non è più possibile per l’economia crescere a discapito dell’ambiente». L’assessore Sciapichetti non ha nascosto l’errore fatto dalla Regione riguardante il mancato ricorso al provvedimento di declassamento, ma ha invitato tutti a non creare allarmismi e a non arrendersi. «L’Arpam ha avuto mandato di fornirci la nuova perimetrazione entro ottobre 2016 – ha detto l’assessore regionale – che probabilmente non comprenderà più il territorio fermano già sanato, e poi potremo capire la spesa possibile. Appena avremo questi dati convocheremo un tavolo con i soggetti interessati e potremo iniziare a mettere mano alla situazione in maniera concreta».



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