Umberto Piersanti:
“Civitanova vivace, Macerata ferma”

Il giudizio dell'intellettuale sulle proposte delle due città: "Tanto la prima è curiosa e umana quanto la seconda è distaccata e formale"
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Lo studioso e scrittore Umberto Piersanti

Lo studioso e scrittore Umberto Piersanti

 

di Laura Boccanera

«Sono rimasto stupito della vivacità culturale di Civitanova, vengo da Urbino e sono abituato agli ambienti della cultura, ma solo qui ho trovato, varietà e ricchezza di proposte, umanità, cordialità e curiosità. Non posso dire la stessa cosa di Macerata dove tutto è fermo, lo devo ammettere non ho simpatia per Macerata». E’ un giudizio che pesa sul capoluogo quello proferito ai margini della presentazione di un evento dal professor Umberto Piersanti. Poeta e scrittore marchigiano, fine intellettuale (nel 2005 fu addirittura candidato come Nobel per la letteratura), Piersanti ha da alcuni anni fondato a Civitanova una scuola di scrittura creativa e poetica che al contrario di ogni previsione riscuote un enorme successo. Uno stupore che è del fondatore stesso che oggi ha voluto avere parole di apprezzamento per la città che l’ha adottato. E secondo Piersanti, tanto Civitanova è ricca, vivace, curiosa e “umana” tanto Macerata è “formale, distaccata e immobile”. Una preferenza che si fa sentire soprattutto alla vigilia della stagione estiva quando la rivalità fra le città si gioca a suon di eventi e spettacoli. E anche su questi Piersanti ha una visione ben precisa: «il modello culturale delle città oggi è cambiato, occorre trovare una buona media fra un approccio di tipo spettacolare e uno pesantemente didascalico. La visione di sinistra per la quale andavano proposti appuntamenti di formazione e di cultura oggi deve aprirsi a eventi di intrattenimento, senza però cadere nella spettacolarizzazione». Sarebbe un altro punto di vantaggio per l’eterno derby fra Macerata “Atene” della provincia e Civitanova “Sparta”, una diatriba e una rincorsa che è segnale di ambizione da entrambe le città. Una contrapposizione che era emersa anche anni fa e che fu addirittura oggetto di un convegno nel 2010 quando quasi profeticamente Hermas Ercoli suggerì che lo scatto da parte di Civitanova c’era stato e che d’ora in avanti le due “rivali” avrebbero dovuto correre chi per superare, chi per confermare il proprio ruolo.



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