E’ morto a Fermo
il grande fotografo Mario Dondero
LUTTO - Aveva 87 anni, si era trasferito nelle Marche insieme alla moglie francese
Aveva fotografato letteralmente di tutto con la sua fedele Leica Mario Dondero, morto a Fermo, dove viveva da tempo, ad 87 anni. Ha immortalato scrittori, ma è stato anche sui fronti di guerra con intensi reportage e anche la gente comune, senza disdegnare di registrare le immagini del battesimo della figlia di amici.
Nato a Milano nel 1928, ma di origini liguri, era considerato una delle più originali figure del fotogiornalismo contemporaneo. Partigiano in Val d’Ossola, poi giornalista e fotografo, aveva collaborato all’inizio degli anni Cinquanta con una serie di quotidiani e periodici. A Milano era legato al cosiddetto gruppo dei “Giamaicani”, i frequentatori del bar Giamaica. Poi il trasferimento in Francia dove ha scattato una delle sue foto più celebri: il gruppo degli scrittori del Nouveau Roman, a Parigi nell’ottobre del 1959 davanti alla sede dell’Editions de Minuit. Davanti al suo obiettivo Nathalie Sarraute, Samuel Beckett, Alain Robbe-Grillet, Claude Mauriac, Claude Simon, Jerome Lindon, Robert Pinget, Claude Ollier.
Impegnato politicamente e civilmente e sempre mosso da un’estrema curiosità, si era mosso anche sui fronti di guerra, a Kabul, in Africa (Marocco e Algeria), aveva fotografato anche la Sorbona occupata dagli studenti. Fra i tanti reportage anche uno sui nuovi italiani, stranieri che avevano trovato fortuna e integrazione nel nostro paese, dal medico, all’insegnante di danza, dall’artigiano, alla studentessa. Da anni viveva a Fermo, si era innamorato delle Marche, prima insieme alla moglie francese, morta qualche anno fa e sepolta in Italia, poi circondato dall’affetto di tanti amici. Lascia due figli grandi che vivono all’estero.
I funerali in forma laica si svolgeranno mercoledì. La camera ardente si terrà a partire dalle 9 nella Sala dei Ritratti nel palazzo comunale, che ospiterà alle 14,30 i funerali. Poi la salma sarà trasportata al cimitero di Fermo e sepolta a terra.
Ha espresso il suo cordoglio per la morte di Mario Dondero in una nota stampa il presidente del consiglio regionale Antonio Mastrovincenzo: “Parte del suo lavoro fecondo e della sua vita l’ha dedicato all’amore per la nostra regione che ha voluto scegliere come terra d’adozione. Siamo grati per questo suo affetto e lo ricorderemo sempre come illustre marchigiano che ha saputo raccontare le bellezze e le storie della nostra amata regione. Alla famiglia va il cordoglio più sentito, mio personale e di tutto il Consiglio regionale”.

Al lutto per un grande italiano, si unisce la sorpresa di scoprire che viveva tra noi.