Giornata delle Marche, Ceriscioli:
“Dedicata a chi lotta
per lavoro e famiglia”
ANCONA - Celebrata nell'auditorium della Mole l'11esima edizione. Il governatore: "I marchigiani hanno la pluralità nella loro anima valori che animano la creazione della Macroregione". Giannini legge Dante e Leopardi per celebrare la bellezza del territorio. Picchio d'oro al cardinale Menichelli: "Anche le nostre sono state terre di emigrazione. Siamo Regione che accoglie"
«La giornata di oggi va dedicata ai marchigiani che lottano per il loro posto di lavoro e per le loro famiglie. Veniamo da anni difficili e bisogna riservare vicinanza e attenzione ai marchigiani che chiedono il sostegno di una comunità coesa e solidale per superare, insieme, le difficoltà quotidiane». Così il presidente della Regione, Luca Ceriscioli oggi durante la celebrazione della Giornata delle Marche, all’auditorium della Mole Vanvitelliana di Ancona. «L’identità marchigiana va valorizzata – ha continuato Ceriscioli – adeguata al cambiamento senza rinnegare le radici e le tradizioni – ha continuato – Un’identità plurale, quella marchigiana, che ha basi anche nella ruralità (tema della giornata 2015). I marchigiani hanno la pluralità nella loro anima, ma sono stati capaci di far dialogare le diversità per costruire una ricchezza solidale e condivisa con la comunità».
Valori, che secondo il governatore «Animano la creazione della Macroregione adriatico ionica, spinta non a caso dalle Marche, che coinvolge Paesi un tempo divisi, attraverso un percorso verso il dialogo e la reciproca collaborazione. Quella di oggi è una festa che unisce anche i marchigiani dell’altra parte del mondo, una comunità forte che ha saputo mantenere un legame solido con la propria terra di origine. Poter contare su loro è come avere un milione e mezzo di ambasciatori nel mondo per promuovere la regione». Facciamo dell’identità marchigiana un punto di forza da mettere in gioco nelle nuove sfide che ci attendono, consolidando i valori propri della comunità regionale». Quindi l’augurio del cardinale Edoardo Menichelli, arcivescovo di Ancona-Osimo, premiato con il Picchio d’Oro per il proprio impegno sociale e pastorale: «La prima cosa che dico alle mie Marche è che non tradiscano mai le proprie tradizioni. Questa festa è collegata a un’altra festa solenne per la nostra regione, la Santa Casa del Santuario di Loreto. Se una persona, una famiglia non ha una storia, non ha radici, l’albero non cresce. Custodendo le radici devono recuperare la speranza che ha fatto la storia di questa regione. Tutte le nostre famiglie sono uscite grazie alla solidarietà da una grande povertà. Anche le nostre sono state terre di emigrazione. L’augurio è che questo tessuto ricominci a essere forte e solido attraverso questa speranza e questa solidarietà. Dobbiamo essere regione che accoglie, perché solo così esprimeremo un altro valore che ha fatto delle Marche un’eccellenza e cioè la vicinanza alle persone».
Perla della giornata l’interpretazione di Giancarlo Giannini cantore delle suggestioni paesaggistiche del territorio marchigiano. Una lettura ‘Viaggio nelle Marche’ che ha preceduto le immagini del video promozionale sull’entroterra rurale girato dal figlio, il regista e attore Adriano Giannini. Attraverso i diari e le poesie di celebri viaggiatori e scrittori – Dante, Leopardi, Tombari, Prato Volponi, le riflessioni del filosofo francese Michel de Montaigne,della nobildonna inglese Margaret Collier o la descrizione di Ancona che entra nel mito di Dino Garrone – Giancarlo Giannini ha regalato all’undicesima edizione della Giornata delle Marche un momento elevato e suggestivo di poesia. A Giovanni Giusti produttore della BollaRosa – lo spumante del brindisi Oabama Putin durante l’assemblea generale dell’Onu – è andato il premio speciale del presidente della Regione.
«È stata una soddisfazione incredibile – ha detto, Giusti – È il coronamento di anni di lavoro sul mercato americano. Siamo stati informati dall’Agenzia Onu Italia, in contemporanea avevo avuto una segnalazione dal mio importatore, una cosa che speravamo accadesse e che è stata confermata da quanto poi è realmente avvenuto”.








