Strage di Parigi, l’imam di Macerata
“La religione non c’entra, sono criminali”

TERRORE IN FRANCIA - Mohamed Tarakji: "Esprimo lo sdegno e lo sgomento di tutta la comunità islamica della città". Interviene anche il Gus: "Non è il momento di costruire altri muri per bloccare il flusso migratorio, ci sono milioni di rifugiati che fuggono da guerra e violenza"
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Mohamed Tarakji, imam di Macerata

di Federica Nardi

Mohamed Tarakji, imam di Macerata, commenta a caldo i fatti di Parigi, dove hanno perso la vita più di cento persone in seguito all’attacco terroristico che ha messo a ferro e fuoco la città, portando alla dichiarazione dello stato d’emergenza in tutto il territorio francese. «Esprimo lo sdegno e lo sgomento di tutta la comunità islamica di Macerata. È una cosa vergognosa, non è un fatto religioso – ha detto Tarakji, da sempre impegnato nel favorire il dialogo tra fedi diverse e che proprio giovedì pomeriggio aveva incontrato la cittadinanza per rispondere alle molte domande sulla fede islamica (leggi l’articolo) -. Non ci sono parole per descrivere questo atto criminale. Siamo vicini ai parenti delle vittime, con tutto il cuore, erano persone innocenti. Non posso immaginare di essere a un concerto, a prendere un caffè, e all’improvviso questi criminali entrano e cominciano a sparare. Non ci sono parole, qualsiasi cosa si possa dire sarebbe sempre troppo poco. Ciò che è accaduto non c’entra niente con la religione, con l’Islam. Stasera parlerò con i miei fratelli perché il nostro messaggio deve essere chiaro».

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Giovanni Lattanzi del Gus

Giovanni Lattanzi del Gus

Il Gus Macerata e Giovanni Lattanzi, presidente del Cocis (Coordinamento delle organizzazioni non governative per la cooperazione internazionale allo sviluppo), intervengono sui fatti di Parigi: «Gli attacchi suicidi di Beirut del 12 novembre, che hanno provocato più di 40 morti e oltre 200 feriti, e l’agghiacciante sequenza di assalti che sconvolge Parigi in queste ore, lasciandosi dietro una scia di morti e feriti ancora da contare, sono stati rivendicati dalla stessa matrice che da diverso tempo ha dichiarato guerra al rispetto dei diritti di tutti, alla pace, alla pluralità di pensiero, a chiunque non ne sia affiliato, mussulmano, cristiano, ateo o a qualunque altra religione o credo appartenga. Noi condanniamo con forza questa escalation.» – afferma Lattanzi -. Siamo convinti che il ruolo della comunità internazionale debba essere più centrale e incisivo e che l’Europa tutta debba essere sempre più protagonista. Le nostre Ong continueranno il lavoro e l’impegno nei territori che ogni giorno sono terreno di conflitti, con obbiettivi comuni: la ricerca della stabilità del tessuto sociale e la ricerca della pace, che è per noi ancora l’obiettivo possibile e il traguardo a cui tendere ogni sforzo. Crediamo che non si debba cedere ai ricatti dei terroristi e nello stesso tempo non dobbiamo farci sovrastare dalla paura. Adesso non è il momento di costruire altri muri per bloccare il flusso migratorio per paura di infiltrazioni fondamentaliste. I milioni di rifugiati che raggiungono l’Europa stanno fuggendo da guerre e violenza che condanniamo tutti i giorni, per uscire dalle quali da anni chiediamo che la comunità internazionale intervenga con una strategia di pace. Oggi più che mai è il momento di sentirci tutti, dal nord al sud del Mondo, fratelli accomunati da una lotta per difendere i diritti al rispetto del valore della vita, della dignità umana e alla pluralità di pensiero. Proprio nei momenti più bui, l’umanità è capace degli slanci più nobili. #PorteOuverte è l’hashtag con il quale gli abitanti di Parigi hanno offerto la loro ospitalità a chiunque fosse in fuga dalla follia terrorista che si riversava per le strade della città – conclude Lattanzi -. Questo spirito deve guidare anche l’accoglienza che mettiamo in pratica ogni giorno nei confronti delle persone in fuga da quella stessa follia omicida, che distrugge le loro case, uccide i loro cari e avvelena le loro vite».

 



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