Famiglia sfrattata, il Comune:
“Non hanno diritto a una casa popolare”

MACERATA - L'amministrazione spiega le misure adottate per Stefania Raimondi, il suo compagno e la figlia di 16 anni. "In via del tutto emergenziale è stata disposta una temporanea e gratuita ospitalità per la minore e la mamma presso un alloggio sociale"
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Stefania Raimondi

Stefania Raimondi, il compagno e la figlia sedicenne saranno sfrattati domani. La maceratese aveva lanciato nei giorni scorsi un appello su Cronache Maceratesi (leggi l’articolo) trovando la solidarietà di molti maceratesi e l’affiancamento di esponenti di Casa Pound che avevano chiesto all’amministrazione l’assegnazione di un alloggio popolare (leggi l’articolo). «La soluzione abitativa per il nucleo in questione  – spiegano i Servizi sociali in una nota – non può essere rappresentata dall’assegnazione di un alloggio popolare. Gli alloggi di edilizia popolare, infatti vengono assegnati seguendo precise regole, a seguito di avviso pubblico e di una graduatoria degli aventi diritto. A seguito dell’ultimo bando pubblicato nel 2013 la famiglia in questione non ha fatto domanda di casa popolare e per questa ragione non è neppure inserita nella vigente graduatoria che scadrà solo nel 2017».

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Stefania Raimondi con il coordinatore di Casa Pound Stefano Giunta

L’amministrazione comunale interviene per precisare quali sono stati gli interventi messi in atto dal servizio Servizi alla persona nei suoi confronti. «Il Comune ha seguito il caso della famiglia oggetto della imminente esecuzione di sfratto nella piena consapevolezza delle sue difficoltà economiche ed abitative. I Servizi sociali fin da subito  hanno accolto e accompagnato la famiglia nella ricerca di una risoluzione idonea alle proprie difficoltà. Durante questi mesi il servizio ha avviato un percorso di presa in carico e sostegno rivolto all’intero nucleo familiare attraverso colloqui, visite domiciliari, contributi economici straordinari, fruizioni di benefici economici previsti da bandi regionali finalizzati a risolvere il problema abitativo e attivazione di un servizio di assistenza educativa domiciliare. Il servizio ha inoltre avviato un percorso di mediazione con l’Ufficiale Giudiziario, incaricato dal Tribunale ordinario di Macerata, al fine di rendere meno conflittuale possibile l’esecuzione del provvedimento oramai inevitabile. Inoltre, data la prossimità e l’esecutività dello sfratto, dal mese di settembre il servizio ha inserito il nucleo familiare nel progetto “Macerata Accoglie Macerata” promosso dal GUS Gruppo Umana Solidarietà di Macerata, volto a supportare la coppia in percorsi di reinserimento socio-lavorativi e di sostegno abitativo. Il Gus si è prontamente attivato per sostenere il deposito cauzionale necessario per la stipula di un nuovo contratto di locazione, agevolato anche dal reperimento da parte del capofamiglia di una nuova occupazione con un contratto lavorativo a tempo determinato con scadenza al prossimo 31 dicembre. Purtroppo però, durante l’accesso dell’ufficiale giudiziario, lo scorso 3 novembre, le mediazioni portate avanti dal servizio non si sono concretizzate per la non condivisione del nucleo familiare agli obiettivi progettuali proposti. L’esecuzione dello sfratto, a questo punto, è stata fissata per il 12 novembre. Visti i tempi ormai troppo brevi per reperire una nuova e idonea soluzione abitativa e la necessità di riformulare un nuovo progetto sociale di intervento, il servizio ha proposto, in via del tutto emergenziale, una temporanea e gratuita ospitalità per la minore e la mamma presso un alloggio sociale per adulti in difficoltà, consentendo anche, in via eccezionale, l’inserimento del piccolo animale domestico.

Trovando ospitalità in questo alloggio, la minore e la signora possono continuare a mantenere rapporti quotidiani con tutti i membri della famiglia, essere alleggeriti dalle spese temporanee legate alle varie utenze e supportati nella quotidianità. La proposta nasce anche con l’obiettivo di garantire una idonea tutela della minore, nell’attesa di conoscere le prospettive della situazione occupazionale del capofamiglia e di eventuali nuove opportunità abitative».

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La conferenza stampa dei giorni scorsi



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