“Ladro di razza” ricorda il sabato nero
al ghetto ebraico di Roma
MACERATA - Una commedia per commemorare la tragedia del 16 ottobre 1943 messa in scena da "La Bottega de le Ombre" venerdì al teatro Lauro Rossi, alle 21,15
Roma. Sabato 16 ottobre 1943. Al ghetto ebraico di Portico d’Ottavia sono appena le 5 e 30 di mattina quando, casa per casa, i nazisti rastrellano 1259 persone, direzione Auschwitz. Soltanto in 16 riuscirono a sopravvivere allo sterminio. Sono passati quasi 72 anni da quel “sabato nero” e la cronaca ferocemente ci dimostra quanto questa vicenda sia lontana dall’essere relegata ad un passato remoto. Per commemorare la tragedia La Bottega de le Ombre, in collaborazione con Anpi, Istituto Storico della Resistenza e con il patrocinio del comune di Macerata, presenta venerdì (16 ottobre) al teatro Lauro Rossi, alle 21,15, Ladro di razza, una commedia dello scrittore romano Gianni Clementi. La vicenda, per certi versi quasi grottesca, si svolge proprio nei giorni che preludono a quel “sabato nero”, tenendo lo spettatore incollato alla storia, facendolo ridere ma richiamandone costantemente la coscienza alla riflessione. In scena ci saranno Sante Latini, che ha curato anche la regia, Alessandro Bruni e Margherita Caciorgna.
Biglietti in vendita al prezzo unico di 10 euro. Info e prenotazioni: www.bottegadeleombre.it tel. 391 3976239 bottegadeleombre@libero.it, Biglietteria dei Teatri (piazza Mazzini 10,0733 230735).
Sia come cultura storica, sia per non dimenticare, dovrebbe essere recitato nelle scuole.
Nelle scuole e non solo dovrebbe essere ricordata “tutta” la storia sulla questione relativa alla persecuzione ebraica.
Sono certamente fuori discussione le gravissime colpe del nazismo e del fascismo ma sarebbe opportuno ricordare anche altri responsabili, anche se indiretti, delle ingiustizie perpetrate nei confronti degli ebrei.
Sto leggendo un libro ( Il Patto col diavolo di David I. Kertzer – saggi Rizzoli) molto illuminante sull’atteggiamento del Vaticano (in primis il cardinale e poi papa Pacelli) nei confronti degli ebrei.
Papa Pacelli e molti altri altissimi esponenti vaticani, sulla base di vasta documentazione storica, vengono ripetutamente descritti quali simpatizzanti e, perfino, sostenitori del fascismo (es. un nostro marchigiano : Padre Pietro Tacchi Venturi originario di San Severino) e del nazismo per un bel pezzo (almeno fino a quando la situazione politica prende una brutta piega per i membri dell’Asse)!
Per concludere: ricordiamoli tutti i responsabili di tanta efferatezza.
@ Rodolfo Sperndini
Ma la società, a irresponsabilità illimitata, Vaticano SpA come crede che sia stata sul mercato per oltre 2.000 anni???
Il Consiglio di Amministrazione della Vatiano SpA si è sempre appoggiato pesantemente a chi comandava, cercando di influenzare le sue decisoni.
Ovviamente cambiando immediatamente cavallo ogniqualvolta arrivava un altro che aveva più potere.
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