Oreficini nuovo capo di Gabinetto
Lambertucci attacca le nomine di partito

POLITICA - L'ex dirigente della Protezione civile regionale che coordinò i soccorsi nel terremoto del '97 si insedierà il primo settembre. L'ex segretario provinciale interviene in seguito alle nomine di Sara Giannini e Daniele Salvi negli staffi di Ceriscioli e Mastrovincenzo: "Quando fare politica, diventa invece una ricerca affannosa di una collocazione lavorativa si perde il contatto con la realtà"
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Roberto Oreficini

Roberto Oreficini Rosi

E’ Roberto Oreficini Rosi, attualmente coordinatore dell’Ufficio relazioni istituzionali della Protezione civile nazionale, il nuovo Capo di Gabinetto del presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, e il nuovo segretario generale della Giunta. Oreficini, 60 anni, marchigiano di nascita ed ex dirigente della Protezione civile regionale, si insedierà il primo settembre prossimo. La delibera è stata adottata oggi. Laureato in Giurisprudenza, ex comandante della Polizia municipale di Falconara marittima, il nuovo Capo di Gabinetto è un grande esperto di gestione dell’emergenza, e ha portato negli anni la Protezione civile marchigiana ai vertici della capacità organizzativa, facendone un punto di riferimento nazionale. Ha coordinato gli interventi del terremoto di Marche e Umbria del 1997, ha organizzato i soccorsi in altre grandi calamità naturali, in Italia (il sisma all’Aquila) e all’estero, conosce a fondo la macchina della Regione.

Teresa Lambertucci

L’ex segretario provinciale del Pd Teresa Lambertucci

L’ex segretario provinciale del Pd, Teresa Lambertucci interviene dopo gli incarichi di partito affidati ai maceratesi fuoriusciti dall’assise regionale dopo l’ultima tornata elettorale. I riferimenti sono all’ex assessore Sara Giannini e al candidato senza fortuna Daniele Salvi, la prima inserita nello staff del presidente come consulente economica e il secondo nello staff del presidente dell’assemblea legislativa Antonio Mastrovincenzo (leggi l’articolo).

«La politica democratica maceratese sta per andare in ferie chiudendo in una maniera non molto edificante, con un segretario eletto da un’assemblea tesa a scongiurare il dibattito congressuale e frutto di un accordo politico che mette insieme il probabile e l’improbabile; chiude anche con la notizia di due incarichi ben remunerati dalla regione Marche (e quindi a carico della fiscalità collettiva) a favore di un dirigente che non è stato eletto e di una dirigente che non è stata candidata per superamento del limite massimo di mandati. Nessuno vuole andare a sindacare l’operato del presidente della Giunta regionale o del Consiglio regionale, che hanno facoltà di scegliere chi nominare in questi ruoli e che di queste scelte se ne assumeranno le responsabilità, soprattutto in ordine alla verifica della regolarità degli atti stessi e del rispetto dei requisiti, ma entrambe le scelte manifestano con evidenza un carattere di inopportunità, che non qualifica la politica e non qualifica la proposta del Partito Democratico in provincia».

salvi giannini

Sara Giannini e Daniele Salvi tra i ripescati con incarichi di prestigio in Regione dopo elezioni senza fortuna

«Quando un partito si trasforma in un’agenzia per il lavoro -continua Lambertucci nella nota –  per i propri dirigenti significa che smarrisce il senso del proprio essere; quando fare politica, ossia essere animati da un ideale, da una passione, diventa invece una ricerca affannosa di una collocazione lavorativa si perde il contatto con la realtà. E ciò è tanto più pericoloso in un momento in cui la distanza tra la politica e la realtà segna una misura esagerata, visto il crescente astensionismo rilevabile ad ogni elezione politica. Certo, non è facile convincere gli elettori che “così fan tutti” o che certe scelte rientrino nella “logica delle cose” in un mondo in cui di logico c’è ben poco, visto il crescente disagio di tante, troppe famiglie, nell’affrontare i problemi del quotidiano. La politica deve riacquistare la funzione di guida, di indirizzo, imponendo per prima scelte di meritocrazia, trasparenza e di buon governo, che non può prescindere da un uso attento delle risorse pubbliche. Ogni incarico – anche quelli di natura strettamente fiduciaria da parte dei rappresentanti istituzionali, e quindi svincolato dall’evidenza pubblica – dovrebbe essere preceduto da una valutazione attenta in ordine all’indispensabilità, all’indifferibilità e al rispetto dei requisiti oggettivi e soggettivi. Le risultanze di queste valutazioni devono essere rese note ai cittadini, nella massima trasparenza e con la massima serenità. Speriamo che la ripresa dalle ferie sia meno desolante e segni invece l’avvio di una vera politica di rinnovamento».

(Cla. Ri.)



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