Imprese artigiane in crescita
+0,06% nel secondo trimestre
ECONOMIA - A fronte di un tasso di crescita negativo nelle Marche, le imprese nella provincia di Macerata aumentano. E' quanto emerge da uno studio diffuso da Confartigianato Imprese relativo alla situazione regionale e provinciale del comparto
Nelle Marche le imprese artigiane attive al 30 giugno 2015 risultano essere 47.378: nel trimestre si è avuto un saldo negativo pari a – 0,04%, frutto di 827 nuove iscrizioni e di 850 cancellazioni totali. Tale cifra è la risultante dei “saldi” relativi rispettivamente alla provincia di Pesaro Urbino (- 47), di Fermo (- 10), di Ancona (+ 5), di Ascoli Piceno (+ 22) e di Macerata ( + 7), corrispondente ad un tasso di crescita pari a + 0,06%, tasso che posiziona la nostra provincia al 67° posto della graduatoria nazionale per province. In provincia di Macerata, nel dettaglio, nel corso del II° trimestre, si sono avute 202 nuove iscrizioni e 195 cessazioni (totale imprese artigiane attive 10.944), con un saldo positivo pari a +7 imprese. Tra i comparti in aumento quello dell’abbigliamento con crescita del settore pari al 3,5%, stazionari sono i comparti dell’alimentazione e dei servizi alla persona, mentre mostra segno negativo quello delle pelli e calzature – 0,55%. Interessante rilevare l’andamento della nati/mortalità registrato nell’intero 1° semestre 2015. A livello regionale il saldo si attesta a – 641 imprese (1.765 iscrizioni, 2.406 cessazioni totali), risultante dei comportamenti delle 5 province, tutte con saldi di segno meno: Ascoli Piceno -48, Fermo -104, Ancona -116, Macerata -167 e Pesaro Urbino -206.
“I dati presentati – dichiara il presidente provinciale della Confartigianato di Macerata Renzo Leonori – confermano purtroppo che le difficoltà che stanno attraversando le nostre imprese artigiane sono ancora tante e complesse. Nella nostra provincia i dati sono moderatamente incoraggianti: il trimestre appena concluso ci vede con un saldo lievemente positivo, saldo positivo che attenua il pessimo risultato registrato dalla nostra provincia nel primo trimestre dell’anno. Come detto, il miglioramento registrato è ancora troppo blando: segnali positivi, in termini di produttività e fatturato, si registrano in alcune aziende, quelle maggiormente votate all’export, mentre continuano a soffrire tante piccole aziende che vivono esclusivamente di mercato interno. I dati macroeconomici ci indicano purtroppo che le difficoltà permangono ancora relativamente al nostro comparto: è infatti l’artigianato, in modo particolare, che paga quasi interamente la crisi di settori strategici quali quello manifatturiero e quello delle costruzioni”.


Non arrampichiamoci sugli specchi. 0,06% (6 per 10.000) significa 0.