L’addio a Dante Cecchi
Uno studio lo ricorderà
Era l’uomo che amava la cultura
MACERATA - Pochi intimi alla cerimonia funebre alla quale ha preso parte anche il sindaco Romano Carancini: "Era uno dei padri dell'identità maceratese". Il Centro studi storici maceratesi dedicherà a lui una rievocazione per non dimenticarlo
di Sara Santacchi
(foto di Lucrezia Benfatto)
Tanto amato in città e ricordato per la sua grandezza umana e culturale, Dante Cecchi è stato salutato per l’ultima volta oggi pomeriggio nella chiesa di San Francesco, a Macerata, da pochi intimi. Una cerimonia semplice, intima con amici stretti, il sindaco Romano Carancini, i figli e i compagni di studi di una vita hanno accompagnato l’addio del professore di Macerata scomparso a 94 anni (leggi l’articolo). “Il Centro studi storici maceratesi affiderà a un apposito studio la rievocazione dell’amico che grazie al suo amore per la cultura non dimenticheremo mai – così ha voluto ricordarlo Alberto Meriggi, vice presidente del Centro – A Treia per molti anni l’illustre professore è stato membro dell’Accademia georgica. Ha mostrato senza mai risparmiarsi amore e passione, sempre coltivata con zelo e dedizione, per la storia locale e la propria terra spesso trascurata. Tanto da divenire lui stesso ispiratore e modello di tanti scritti”. Il sindaco Romano Carancini lo ha definito: “Uno dei padri dell’identità maceratese. Sono qui in rappresentanza dell’intera cittadinanza per salutare un gigante di questa città che ha saputo interpretare con altruismo la nostra identità lasciando rispetto, affetto e una memoria che Macerata saprà custodire”. Commosso il ricordo del professore Carlo Pongetti, docente dell’Università di Macerata e deputato alla Deputazione di Storia patria delle Marche: “Il professore Cecchi è sempre stato legato a questa città. In occasione del 50esimo del centro studi la deputazione ha sottolineato il suo ruolo nell’aver costruito una rete fino a quel punto soprattutto anconetana. Ha sempre voluto mantenere la seconda posizione nei più importanti istituti nonostante la sua grandezza – ha detto – grazie alla quale avrebbe potuto pretendere la presidenza. Eppure ha sempre favorito le nuove leve, rimanendo un passo in dietro e portando con orgoglio la sua carica di vice. Un uomo di cultura a tutto tondo al quale la Deputazione ha dedicato la carica di Deputato onorario”. Cordoglio è stato espresso anche dall’Accademia dei Catenati. Presenti anche Ciaffi, un ex parlamentare, storico, ed esponente della Dc e poi del Pd, Giuseppe Sposetti presidente della Fondazione Giustiniani Bandini.
Con una nota il presidente della Provincia Antonio Pettinari si è unito al dolore per la scomparsa di Dante Cecchi: “Ricordando l’alto profilo culturale, morale, umano e l’attaccamento totale alla nostra terra del professore Dante Cecchi. Addolorato esprimo cordoglio alla famiglia, anche da parte dell’amministrazione provinciale e sono consapevole della grande perdita che oggi deve sopportare la nostra comunità. Uomo di cultura amabile, studioso in senso lato, politico, scompare col professor Cecchi una figura poliedrica e, nello stesso tempo, semplice e dedita al servizio della propria collettività. Mancheranno, a tutti noi, i suoi contenuti, la sua eleganza, la sua brillante maniera di vivere in questo mondo: un mondo che ha saputo anche ritrarre con gioviale sagacia nelle sue numerose commedie dialettali. Ma ci mancheranno anche, e sempre di più, questi profili di uomini che hanno fatto grande la nostra provincia. Con grandissimo affetto e profonda stima”.








Gli amici ed estimatori civitanovesi si uniscono al coro di voci a commiato per la scomparsa del professore Dante Cecchi. In particolare Primo Recchioni, Federico Bigoni, Nazzareno Baiocco, Antonio Eleuteri e tutti coloro che lo hanno conosciuto in città. Particolarmente legato anche a Civitanova fin dagli anni 60 dai tempi di Campanile sera, la trasmissione tv alla quale anche Civitanova partecipò. Cecchi faceva parte del pensatoio culturale di quell’episodio. Le collaborazioni con Primo Recchioni e con gli studiosi che misero mano alla storia di Civitanova proseguì poi anche negli anni successivi, per la ricostruzione della storia della lancetta. Cecchi insegnò metodo e modalità di scrittura al gruppo di studiosi e storici civitanovesi che dalla loro avevano passione, ma che mancavano di metodologia provenendo da settori non accademici. “Lo ricordiamo come un maestro e come una guida, una perdita per tutto il territorio maceratese”.