Settempeda, game over
Addio alla Promozione

SAN SEVERINO - La storia di uno dei sodalizi più antichi e prestigiosi del calcio marchigiano sembra finita, i biancorossi non sono iscritti al campionato. L'ex presidente Teloni: «Mancato l'appoggio organizzativo del Comune». Il sindaco Martini: «Abbiamo risposto negativamente alla proposta della società per questioni economiche». Nel frattempo, il Serralta si candida per "salvare" il settore giovanile

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Lo stadio di San Severino

Lo stadio di San Severino

di Marco Cencioni

La Settempeda non si è iscritta al campionato di Promozione. Il termine ultimo per sfruttare il diritto acquisito sul campo scadeva ieri alle 19, nessun segnale è arrivato alla Lega Marche. Due le possibilità per tenere viva una storia di 90 anni: ripartire dalla terza categoria con la stessa matricola o mantenere solo il settore giovanile chiedendo di conservare anzianità, matricola e, quindi, la storia. Ma in entrambi i casi servirebbe mettere a posto i conti, pagare la pesante multa (oltre 100mila euro, ndr) relativa agli anni precedenti alla gestione dei presidenti Sandro Teloni e Piero Sileoni, quest’ultimo passato in seguito al semplice ruolo dirigenziale. Quindi, il destino del sodalizio biancorosso è praticamente segnato: la parola fine sembra ormai scritta. E’ proprio l’ex presidente Sandro Teloni a parlare il giorno dopo la mancata iscrizione per precisare alcuni aspetti molto importanti. Lo stesso fa il sindaco di San Severino, Cesare Martini.

Sandro Teloni, presidente della Settempeda

Sandro Teloni, ex presidente della Settempeda

«Voglio ricordare che in caso arrivasse la multa, visto che non abbiamo ricevuto sinora nessuna comunicazione, non riguarderebbe la nostra attività – precisa Teloni – E’ relativa all’esercizio 2006, noi siamo entrati nel 2009. Comunque, ipotizziamo che il presidente responsabile fosse scomparso e arrivasse a noi la sanzione. Noi possiamo dimostrare che non abbiamo responsabilità e quindi ci saremmo potuti prendere carico del percorso processuale come proprietari della partita iva. Per non far chiudere l’associazione, avremmo gestito l’iter per poi iniziare a fare rivalsa sul vero responsabile – afferma l’ex presidente – Noi abbiamo dato la nostra disponibilità, quindi non si tratta di una questione economica anche se capisco possa influire psicologicamente. Se questa evenienza non è stata percorsa, significa che chi governerà il nuovo corso avrà risorse umane e idee migliori per fare meglio rispetto a quello che abbiamo fatto noi. Tanti parlano stando seduti al bar ma non ci sono figure che si vogliono mettere ad operare per il sociale veramente, per i ragazzi: guardano solo il loro interesse. Noi abbiamo dimostrato sul campo le nostre capacità – sottolinea Teloni – Abbiamo preso la squadra in seconda categoria il 9 agosto 2006 con debiti e con un settore giovanile allo sbando con solo 80 ragazzi. In sei anni, oltre a pagare i debiti di altri, abbiamo incrementato il numero di iscritti al vivaio (sono quasi 200, ndr) e abbiamo riportato la squadra in promozione, la categoria che la città merita. Se qualcuno non ci ha dato la possibilità di proseguire meglio così, vuol dire che c’è qualcun altro che ha idee migliori delle nostre». L’ex numero uno biancorosso racconta quelle che, a suo dire, sono le tappe che hanno portato alla mancata iscrizione della squadra in prima categoria. «Abbiamo chiesto un aiuto dal punto di vista organizzativo al Comune. Ad aprile abbiamo comunicato che volevamo fare un turn over, un cambio dettato da sei anni di lavoro e un po’ di stanchezza. Ci è stato detto che non c’era nessun problema, ma il 29 giugno siamo stati convocati dall’amministrazione, la quale ci ha chiesto di proseguire un altro anno ancora. Noi abbiamo risposto che avremmo accettato, ma abbiamo preteso una maggiore presenza dal punto di vista organizzativo da parte dell’ente, auspicando, ad esempio, che l’assessore Pelagalli diventasse il responsabile del settore giovanile. Poi dopo l’assemblea pubblica organizzata dal sindaco ci siamo resi disponibili, il giorno dopo, ad illustrare agli interessati i nostri bilanci, che tutti sanno essere in perfetto ordine, ma nessuno si è presentato. Tutto ciò è dimostrabile e rimaniamo a disposizione di chiunque voglia controllare. Alla luce di questa situazione abbiamo detto che saremmo andati avanti, pretendendo un impegno scritto al comune dove, da parte nostra, ci saremmo impegnati ad un traghettamento di un solo anno e loro avrebbero garantito una continuità e un appoggio dal punto di vista organizzativo. Nessuna risposta scritta è arrivata e, purtroppo, la realtà è quella che tutti conoscete. La squadra non è stata iscritta e siamo in attesa di vedere cosà accadrà nei prossimi giorni».

Cesare Martini, sindaco di San Severino

Cesare Martini, sindaco di San Severino

Tocca al sindaco di San Severino, Cesare Martini, fare il punto sulla situazione. «Il rammarico è grande perché, contrariamente al passato, è stato affrontato il campionato di promozione con tanti giocatori settempedani ottenendo un ottimo risultato, valorizzando gli atleti locali. L’Amministrazione comunale da parte sua – commenta Martini – non poteva fare nulla visto che il club, peraltro, risulta ancora in attività. Come ente dobbiamo tutelare la nostra attività e dobbiamo tenere conto dei contratti ancora in piedi sia per la gestione delle strutture che per la realizzazione dal campo sintetico “Tullio Leonori”. Va poi considerato che la cifra di accollo di tutti i debiti è veramente ragguardevole e, soprattutto, che ci sono ancora tanti aspetti da chiarire con l’Agenzia delle Entrate relativi ai trascorsi del club. Su questi trascorsi, peraltro, pendono ricorsi e azioni in sede giudiziale che attendono risposte. Si è parlato di una proposta fatta al Comune – spiega Martini – La risposta è stata negativa non per questioni tecniche, come qualcuno ha riportato, ma esclusivamente per questioni economiche. Certo è – sottolinea ancora il sindaco di San Severino – che quello che ci sta più a cuore è salvare e salvaguardare il settore giovanile e, quindi, proseguire nella formazione di un vivaio unico ed eccezionale. Lo sport è scuola di vita e a questo aspetto, che per me è quello più sano e importante, non vogliamo assolutamente rinunciare. Non voglio entrare nello specifico delle questioni di cui, come ho detto, molti hanno già trattato senza esserne a conoscenza, ma mi sento in dovere di ringraziare la dirigenza uscente per l’impegno e la passione con la quale ha portato avanti, negli ultimi anni, l’attività di un club cui tutti siamo evidentemente legati. L’assessore comunale allo Sport, Gianpiero Pelagalli, è impegnato in queste ore in una serie di incontri per la salvaguardia del settore giovanile. Ha già registrato la disponibilità di diverse persone a collaborare. E’ auspicabile una sinergia di tutte le società operanti nel settore calcistico locale perché si giunga presto a un accordo, quindi mi sento di tranquillizzare i genitori e i ragazzi».

Il presidente della Polisportiva Serralta Marco Crescenzi

Il presidente della Polisportiva Serralta Marco Crescenzi

Potrebbe essere il Serralta del presidente Marco Crescenzi, dunque, l’ancora di salvezza per la “cantera” biancorossa. Il sodalizio gialloblù, che milita in seconda categoria, preso atto dell’attuale situazione del calcio locale, aveva reso noto in un comunicato «di essere pronto a garantire la prosecuzione dell’attività del calcio giovanile a San Severino, rispondendo con fatti concreti al precedente sollecito pervenuto dall’amministrazione comunale. Il passo compiuto testimonia di come la dirigenza gialloblù, non voglia veder ulteriormente penalizzato un vivaio florido e considerato patrimonio assolutamente da non disperdere. Anche se c’è consapevolezza dell’impegno notevole e delle difficoltà che dovranno eventualmente essere affrontate visti anche i tempi organizzativi per forza di cose ridotti visto il protrarsi di tutta la vicenda».

 


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