Diciassettenne sgozzato,
prime ammissioni dei due fermati

SANT'ANGELO IN VADO - Lungo interrogatorio per due albanesi di 20 e 21 anni residenti a Urbania che hanno iniziato a collaborare. Il movente sarebbe la gelosia per la frequentazione di Ismaele Lulli con la fidanzata di uno dei due

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Ismaele Lulli

Ismaele Lulli

Sono stati fermati due giovani per l’omicidio di Ismaele Lulli trovato ucciso con la gola tagliata ieri in un boschetto nel territorio di Sant’Angelo in Vado (leggi l’articolo). Hanno cominciato a collaborare, facendo le prime ammissioni, i due giovani albanesi, di 19 e 20 anni, residenti a Urbania. Quello che emerge dalle indagini è un delitto da video game dai dettagli agghiaccianti. Il ragazzo, scomparso domenica pomeriggio, sarebbe stato portato  alla chiesa di San Martino in Selva Nera, dove c’è una croce, alla quale potrebbe essere stato legato con del nastro adesivo del quale sono state trovate le tracce sul suo corpo. Poi gli è stata tagliata la gola con una lama che non è ancora stata ritrovata.

La morte del 17enne avrebbe un movente passionale. Di mezzo ci sarebbe la gelosia del ventenne per la frequentazione della fidanzata diciannovenne con Ismaele.

Il luogo dell'omicidio

Il luogo dell’omicidio

Le famiglie dei due fermati non sono coinvolte in alcun modo e non hanno aiutato i figli. Risultano essere bene inserite. I due ragazzi invece avrebbero denotato secondo gli inquirenti “pochi interessi e una certa tendenza a tirare a campare: uno non ha finito gli studi, l’altro sì ma non lavora”. Nel Pesarese sono arrivati anche i Ris. raccoglieranno elementi sul luogo del delitto ma anche sull’auto di uno dei due giovani che potrebbe nascondere elementi importanti.

A Sant’Angelo in Vado il clima è molto teso: quando i due ragazzi sono stati trasferiti dalla caserma dei carabinieri di Sant’ Angelo in Vado al carcere di Villa Fastiggi a Pesaro, una folla che si era raccolta ha cercato di colpire a calci e pugni i mezzi delle forze dell’ordine e lanciato invettive. I militari sono riusciti ad evitare conseguenze peggiori dovute al dolore e all’esasperazione: nel piccolo paese tutti conoscevano Ismaele e la sua famiglia.

 


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