Assenze in Consiglio,
Ciarapica si giustifica:
“Mio figlio stava male”
CIVITANOVA - Il consigliere replica alla collega del Pd Lidia Iezzi: "Criticarmi per questo, nonostante tutto il mio impegno, è un atto da sciacalli"
«Le mie assenze tutte giustificate, stava male mio figlio». Il consigliere Fabrizio Ciarapica di Vince Civitanova replica alla collega di consiglio del Pd Lidia Iezzi che, facendo l’appello nei primi 6 mesi di assemblee aveva etichettato Ciarapica come il più assente in consiglio con sette assenze su sette consigli e ipotizzando la possibilità di decadenza come previsto dal regolamento comunale dopo tre assenze non giustificate (leggi l’articolo). Ciarapica però non ci sta a passare come la pecora nera, etichetta la Iezzi come “inutile” e giustifica i suoi mesi di assenza in consiglio con problemi di salute del figlio. «Chi come la Iezzi non è capace di fare proposte e dare risposte ai tanti problemi della città, è costretta a cercare visibilità altrove, nello specifico attaccando il sottoscritto non su argomentazioni politiche, dove il mio impegno è noto, bensì su questioni personali. Criticarmi per alcune assenze, tra l’altro tutte giustificate e dipese da problemi di salute di mio figlio, è un atto da sciacalli. Se la consigliera pensa che occuparsi del territorio significhi tenere il registro delle presenze, allora inizi ad occuparsi del numero di presenze in città di rom, abusivi e accattoni molesti, tanto da suggerire alla giunta, azioni e progetti concreti che, sono ciò che onorano il diritto di sedere sullo scranno del consiglio. Dall’esponente del Pd mi sarei atteso che avesse sollevato altre questioni, ad esempio perché il consiglio comunale si riunisce così poco? Perché mozioni e interrogazioni presentate dall’opposizione non vengono discusse in aula e sono ferme da oltre un anno? Perché le richieste di accesso agli atti dei consiglieri non vengono evase? Se la stessa attenzione dimostrata per il sottoscritto, l’avesse dimostrata per i cittadini, forse Civitanova non si troverebbe nelle condizioni in cui è».
(l.b.)

Il diritto di sedere e il dovere del…sedere, quello di non contare un cassio e farlo scoreggiare a mo’ di bocca per cercare il facile insulto o le solite stupidate degne del Pd.