Castello di Brunforte,
l’ora della verità
LORO PICENO - Diffuso nel pomeriggio il testo di un protocollo di intesa tra Comune e nuovo acquirente. Le impressioni a caldo dei cittadini
Il consiglio comunale di Loro Piceno domani, sabato 18 luglio, si riunirà per discutere in merito al castello di Brunforte (ex convento delle Domenicane) e dare il via alla procedura di alienazione alla Spig Holding Spa rappresentata da Fernando Mosiewicz. Nel pomeriggio di oggi è stato diffuso il testo di una specie di protocollo di intesa tra Comune e nuovo acquirente. Ne abbiamo parlato con alcuni cittadini di Loro Piceno (che avevano già manifestato le loro idee nel corso di un’assemblea pubblica) ed ecco le loro impressioni, raccolte a caldo, a volte ingenue ma a volte anche maliziose che riportiamo in corsivo. Si tratta ovviamente non di concetti giuridici ma del buonsenso della gente comune che ama il proprio paese che ama il “suo” Castello.
Dopo vari incontri tra l’amministrazione comunale (rappresentata dal sindaco) e gli acquirenti è stata formulata una convenzione nel cui testo si spiega che il fabbricato diverrà: “sede museale, sede di rappresentanza e/o operativa di società del gruppo, attività ed eventi organizzati attraverso le società del Gruppo di natura turistica e ricettiva; spazi espositivi di raccolte d’arte, o beni di valore, proprietà del Gruppo o di Terzi”.
Il che significa che vi si svolgerà attività promozionale non solo per la nuova proprietà ma anche per società del Gruppo e addirittura di terzi. Ma nel promemoria inviato a suo tempo dalla Soprintendenza non si specifica che i beni di valore storico acquisiti da privati non possono essere oggetto di promozione commerciale dei propri prodotti e della propria attività? Figurarsi se questa possibilità è estesa anche a Terzi (e quindi anche dietro compenso?). Ma in questo comma si parla anche di “attività…di natura…ricettiva”. Il significato è chiaro. Si potrà dire che a pensar male si fa peccato, ma spesso si svela la verità. All’art. 2 “Condizione” si specifica: “L’efficacia della presente convenzione è subordinata alla condizione sospensiva dell’acquisto della proprietà del castello Brunforte in Loro Piceno da parte della società Spig Holding o persone o enti da essa designate, anche frazionatamente…” Il discorso a questo punto si fa contorto ma si capisce che il Castello viene acquistato dalla Spig Holding ma potrebbero essere anche altri gli acquirenti e cioè “persone o Enti da essa designate, anche frazionatamente”. E qui il discorso appare chiarissimo…
Dopo aver affermato, e questo non può che far piacere a tutti,la volontà di realizzare “un museo dedicato ai trecento anni della storia delle Domenicane a Loro Piceno” nella convenzione si specifica: “Il Comune si impegna a valutare le eventuali modifiche urbanistiche e/o autorizzatorie proposte dall’acquirente idonee all’utilizzo del Castello secondo le modalità di cui al presente progetto”.
Il che significa che sono previste modifiche urbanistiche di cui però non si conosce né la portata, né la natura, né altro. Ma poiché sopra si parla di “attività ricettiva” il Comune dovrebbe già sapere di cosa di tratta. La nuova proprietà “consente” l’accesso ai locali della cucina antica del ‘600, del parlatoio, del refettorio del ‘700, di alcune celle delle suore poste al primo piano, e del coro ligneo oltre ad ulteriori eventuali spazi per l’allestimento del museo dedicato alla storia delle Domenicane. Per l’accesso alla cucina c’è una convenzione consolidata per cui il nuovo proprietario non concede ma tiene fede a quella convenzione. Per quanto riguarda gli altri locali la visita sarà soggetta a regolamento da stabilire. Ma il coro ligneo non si trova in chiesa? E la chiesa non era destinata alla parrocchia?
All’art.5 si spiega “Conferma degli accordi di comodato d’uso degli spazi del museo delle due Guerre ed estensione degli stessi…”
Il che significa che anche quegli spazi sono acquisiti dalla nuova proprietà, quando tutti invece a Loro Piceno erano convinti (ma forse sbagliando) che erano di proprietà del Comune. E invece il Comune li ha solo in comodato. Per quanto riguarda l’archivio storico del Monastero la nuova proprietà spiega che intende concordare con i Domenicani la restituzione perché possa tornare nel Castello-Monastero. Ma non era più corretto chiedere che quel prezioso materiale venisse consegnato all’Archivio di Stato (per essere riordinato e reso fruibile) ottenendo poi dallo stesso Archivio la possibilità di far ritornare quei documenti storici a Loro Piceno? Si accenna poi alla creazione di una Fondazione per realizzare un progetto culturale di valorizzazione del Castello e si precisa che del consiglio di amministrazione debbano far parte il sindaco di Loro Piceno (o suo delegato) e un consigliere di minoranza. Ma non si dice di quante persone sia costituito questo consiglio di amministrazione. Per cui se i due rappresentanti del Comune entrano in un consesso di dieci persone significa che quei due non contano nulla. All’art. 9 la Spig Holding si impegna a mettere a disposizione del Comune, a titolo gratuito, gli spazi relativi al cortile interno-chiostro per iniziative culturali. In cambio però il Comune deve “obbligarsi” a mettere a disposizione della Spig Holding gli spazi del Parco Girone a titolo gratuito. Il linguaggio è cristallino in quanto la Spig Holding “si impegna” mentre il Comune “si obbliga”. E’ noto che nei contratti sottoscrivere un “impegno a fare qualcosa” non ha alcun valore (o molto poco) se non è prevista una penale in caso di inadempienza.
Infine nella convenzione si dice che “Spig Holding potrà utilizzare il nome e l’immagine del Castello Brunforte tanto in proprio che mediante concessione a terzi nei modi e per i progetti che riterrà opportuni”.
Ricordiamo che la Soprintendenza ha specificato che i beni storici una volta alienati a privati non possono essere utilizzati a scopi promozionali di prodotti o attività commerciali. Figurarsi poi se non è il nuovo proprietario ma addirittura lo stesso che concede questo beneficio (indisponibile) a terze persone ovviamente dietro compenso e poi per “progetti che riterrà opportuni”. Opportuni per far cosa? In questo documento non c’è nessuna clausola che prevede che, nell’eventualità di cessione a terzi del Castello, anche i nuovi proprietari sono vincolati agli impegni che assumerà l’attuale acquirente.
Ma non si prevede neppure l’inalienabilità del bene. Inoltre in una pubblica assemblea cittadina i consiglieri di minoranza hanno detto che il prezzo di vendita del castello dovrebbe aggirarsi sul milione e mezzo di euro. Se è vera questa cifra si tratta di un prezzo stracciato. Allora il Comune (vendendo alcune sue proprietà) o anche la Direzione dei beni culturali e paesaggistici delle Marche non potrebbero esercitare il diritto di prelazione? E il comitato per la tutela del Castello non potrebbe cominciare ad aprire una sottoscrizione?
(u.b.)


