Le vecchie glorie della Disfida inaugurano l’arena Carlo Didimi
TREIA - La culla della disfida del bracciale è stata restaurata. La prima gara sabato 12 luglio a partire dalle 16,30
Il restauro dell’arena Carlo Didimi è oggi realtà. Sono l’associazione sportiva dilettantistica che porta il nome del più forte battitore di sempre e l’ente Disfida del Bracciale a presentare una realizzazione significativa, che conferma l’interesse della città per l’antico gioco e la volontà di scommettere anche in futuro sulla sua valenza in chiave storica, culturale e turistica. «La scelta compiuta dall’amministrazione comunale – si legge in una nota – per i tempi in cui i lavori sono stati eseguiti e per il risultato finale è stata davvero apprezzata. L’auspicio è che all’effetto estetico, senz’altro apprezzabile, corrispondano le migliori caratteristiche tecniche. Non ci sono dubbi per il muro d’appoggio, portato alle condizioni che ogni giocatore desiderava. Per il terreno di gioco, la risposta si avrà fin dalla partita inaugurale in programma domenica 12, a partire dalle 16.30, che vedrà in campo le “vecchie glorie” della Disfida. Importanti sono anche l’intervento per la messa in sicurezza della balaustra e l’apertura del passaggio che collega l’arena alla piazza. Questo insieme di migliorie consente a Treia di disporre di un’arena pienamente rispondente sia al ruolo di indiscussa capitale del gioco, sia alle sfide che è chiamata ad ospitare fin dalle prossime settimane con la 37° edizione della Disfida e, a settembre, con le partite previste dal calendario 2015 del campionato italiano di pallone col bracciale. L’invito rivolto a tutti i treiesi e agli appassionati di altre città e regioni – sull’onda del rinnovato dinamismo che trova riscontro nella costituzione dell’associazione nazionale Gioco del Pallone col bracciale per iniziativa della Fipap – è quello di non mancare agli appuntamenti in calendario, perché nel mutare dei tempi e nel prevalere di altre discipline sportive, l’antico gioco conserva immutato il fascino del suo gesto atletico e della lunga sua storia».
