“Pioraco non adatto a ospitare migranti”
Raccolta firme del Consiglio comunale
ACCOGLIENZA - Il risultato è un documento congiunto di maggioranza ed opposizione. Il sindaco Luisella Tamagnini: "Potrebbero arrivare ma non possiamo farci nulla"
di Monia Orazi
Una raccolta firme ed un documento congiunto tra maggioranza ed opposizione, per spiegare alla prefettura perché un paese piccolo come Pioraco non può accogliere cinquanta migranti nell’ex albergo Miramonti. Se ne è parlato in un consiglio comunale aperto, a cui ha assistito una settantina di cittadini, chiesto dalla minoranza. Si è deciso di spiegare in questo modo perché non è opportuno che in un Comune così piccolo arrivi un numero così alto di rifugiati politici. “Il comune prenderà posizione quando si sapranno le cose con certezza, ad oggi abbiamo fatto tutto quello che andava fatto, con tempestività”, così il sindaco Luisella Tamagnini ha risposto alle parole di Daniele Generosi, della minoranza, che ha chiesto quale fosse la posizione del comune in merito al possibile arrivo di migranti, criticando il fatto che l’amministrazione non abbia informato la cittadinanza. “Potrebbero arrivare, ma noi non possiamo farci nulla – ha ribadito il vicensindaco Giovanni Torresi – ho affidato le mie dichiarazioni a Cronache Maceratesi (leggi l’articolo) perché se in un paese piccolo come Pioraco arrivano cinquanta migranti è preoccupante, Franco Capponi a Treia ha avuto cento migranti senza poter muovere un dito”.
Torresi ha poi aggiunto di aver fatto presente alla Prefettura che in provincia i comuni sono cinquantasette e che è opportuna una differente distribuzione numerica. “Invito l’opposizione a non strumentalizzare questa vicenda, vogliamo parlare con le carte in mano”, ha aggiunto l’assessore Matteo Cicconi, che ha citato una lettera dell’ufficio tecnico comunale, in cui si evidenzia che l’ex albergo Miramonti ha il certificato di prevenzione incendi, rilasciato dai vigili del fuoco, scaduto lo scorso febbraio, dunque dovrà rifare la procedura per ottenerlo. E’ stato chiesto in passato all’imprenditore Cinciripini, proprietario della struttura, di poter valutare alternative di destinazione turistica dell’ex albergo, dando l’appoggio del Comune.
Daniele Generosi ha ribadito le sue perplessità sull’operato dell’amministrazione, chiedendo la raccolta di firme, proposta accolta dalla maggioranza. Per i piorachesi sarà possibile andare direttamente in Comune e firmare. I cinquanta posti nell’ex albergo di Pioraco sono bloccati, in attesa di idonea documentazione. Ad aggiudicarsi il bando della Prefettura per il servizio di prima accoglienza dei rifugiati era stata la società Gestione Orizzonti di Santa Maria Capua Vetere, come si può vedere dal documento ufficiale di aggiudicazione, pubblicato sul sito della Prefettura (vai sul sito). Oltre alla società campana, altre cinque società sono state ammesse a gestire il servizio accoglienza per sei mesi, circa quattrocento posti ed una spesa stimata in tre milioni e 400 mila euro. I contratti stipulati con le sei società saranno validi sino al 2016, il compenso per il servizio accoglienza è di 35 euro per persona assistita. Il Gus di Macerata potrà gestire 150 posti, più altri 150 in caso di necessità. L’Acsim di Macerata 26 posti, l’Associazione Centro di Ascolto macerata una trantina, la Perigeo Onlus di Civitanova 32 posti, la cooperativa sociale La Gemma di Ancona otto posti, in una struttura di Frontale di Apiro (leggi l’articolo).


Per le cooperative i rifugiati sono una risorsa preziosa.
Non solo rifugiati. Ci sono altre cooperative che mangiano sul menefreghismo delle autorità di controllo. Per non dire di peggio, con la politica che ci mette il naso. Corridonia, Macerata, e Civitanova sono il regno di questo schifo legalizzato.
Quanta gente vive, di fondi pubblici, grazie alla fabbrica dei profughi???
Fatti 2 calcoli ogni profugo rende quasi € 1.500 al mese…
Quanti ne vengono investiti per cibo, vitto, vestiti e quanti rimangono, a vario titolo (assisteenza, pseudo corsi professionali, educazione civica,….) , attaccati nelle mani di chi se ne occupa??
E’ inoppugnabile il fatto che nella regione Marche mentre molte aziende sono in crisi e alcune chiudono, le cooperative che lavorano con e per la pubblica amministrazione hanno dei buoni margini di guadagno.
E questo non va bene.
Anzichè creare allarmismo e paure ingiustificate l’amministrazione comunale (opposizione compresa) dovrebbe prendere esempio dal comune di Penna S. Giovanni (https://www.cronachemaceratesi.it/2015/07/04/i-rifugiati-lavorano-come-giardinieri-il-sindaco-un-esempio-contro-i-luoghi-comuni/677756/).
E’ un paesino di poco più di 1.000 anime, avrà due o tre supermercati, lasciatelo in pace!