Profughi in arrivo ad Apiro
La struttura è un b&b
gestito da una brasiliana

L'ACCOGLIENZA - E' l'attività "Da Silva" quella scelta per i rifugiati e vagliata anche dal Comune. La titolare: "Ho accettato perché sono un'immigrata anche io e voglio dare loro il mio contributo. Non bisogna aver paura"
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Il b&b di Frontale scelto per ospitare i profughi

Il b&b di Frontale scelto per ospitare i profughi

di Leonardo Giorgi

È il bed & breakfast “Da Silva” la struttura in via Figuretta di Frontale che il sindaco Ubaldo Scuppa di Apiro ha ritenuto idonea per l’accoglienza di 8 profughi sotto richiesta della prefettura di Macerata (leggi l’articolo). Un’attività alberghiera gestita da una 53enne brasiliana, Vera Lucia Da Silva, originaria della città di São Luís. «Ho accettato la proposta di accogliere i migranti (8 quelli destinati alla struttura, ndr) – spiega Da Silva – per diversi motivi: oltre a ragioni economiche, essendo anch’io immigrata vent’anni fa, voglio dare un contributo per aiutare queste persone e dimostrare che non bisogna aver paura di chi viene qua, scappando da guerra e situazioni terribili. Il paesino in cui abito è piccolo e la gente ha paura, io no. Abito da sola e dovrei averne ma sono tranquilla. Sono stata portata fin da piccola ad aiutare il prossimo e già in passato ho incontrato, ospitato ed aiutato persone che fuggivano da paesi in cui era scoppiata la guerra. Se queste persone arriveranno cercherò di fare in modo che le loro vite rappresentino un’occasione di crescita ed integrazione per la zona ed è un peccato che per legge non possano lavorare perché potrebbero svolgere mansioni socialmente utili per Frontale ed Apiro». Sull’arrivo dei rifugiati ancora non ci sono date e non c’è certezza ma in caso di conferme il Comune sarà pronto. Come il sindaco Scuppa infatti anche Da Silva non ha idea su quando gli 8 profughi potrebbero arrivare: «Decide tutto la prefettura – sottolinea la titolare della struttura – non ho più notizie sulla questione da tempo. Potrebbero anche decidere di non fare più nulla, ma spero che l’operazione vada a buon fine e si possa dimostrare che, anche se siamo una piccolo centro abitato, possiamo fare la nostra parte».



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